life in pictures

Al mare in inverno – vol. 2

febbraio 24, 2013

Alla fine le due settimane non mi sono più sembrate abbastanza. Vi capita che, al giro di boa, la vostra vacanza vi sembri ormai volgere al termine inesorabilmente, chiudendo la possibilità alle repliche dei vostri piaceri da villeggiante di cui sentite di avere ancora un disperato bisogno?
A me sempre.
Questa volta per giunta c’erano un sacco di valide scuse per cui prolungare il soggiorno:

1. A Milano nevica ed è fashion week: coincidenza seconda per temibilità solo alla pioggia di asteroidi che ha colpito la Russia la settimana scorsa.
2. La casa è a nostra disposizione a pari prezzo fino a fine mese.
3. L’aria priva di smog sembra giovare alle bambine: il naso della grande ha smesso di colare per la prima volta dal 15 settembre, e la piccola è guarita bene dalla sua prima rinite.
4. Quando mi ricapitano 20 giorni di ferie a febbraio?
5. Quando mi ricapita di svegliarmi al mattino ed aprire le persiane sul mare?

Ciò che sto apprezzando di più di questo Borgo è la quiete.
Altri la chiamerebbero desolazione; ma a me di vedere sempre le stesse quattro facce che attraversano il budello, di non percepire il traffico se non quando attraverso l’Aurelia (e ne ho avuto bisogno solo per andare dalla pediatra), di vedere i negozi fare capolino con le loro vetrine illuminate solo al venerdì, restituisce il senso delle cose. Quel senso che nella frenesia dei ritmi della città si perde.
Ma che si perde anche nei paesucoli della Lombardia, se è per quello.

Sarà che qui, quella che alcuni osservatori bisognosi di ritmo e di caos classificherebbero come desolazione, in realtà è una paziente attesa: una pausa contemplativa in attesa della prossima stagione estiva, quando le persiane del centro torneranno ad aprirsi tutte e il lungomare ad essere invaso dalla gente di pianura.
Nell’attesa qualche solitario pescatore quotidianamente si prende cura del suo gozzetto approfittando di una spiaggia sgombra da ombrelloni e lettini, un barista vessato dalla crisi si lamenta del lavoro scarso, un paio di signore sopra i sessanta si bruciano la faccia al sole, al riparo di casse di legno per il ricovero del materiale da pesca che le preservano dall’impertinenza del vento di grecale. Pochi bambini si sfiancano nel parco giochi, sulla sabbia.

Io guardo andare in scena questa poca vita con l’interesse di un occhio abituato a ben altri scenari e con un poco d’invidia per chi gode tutto l’anno del rumore e dell’odore del mare e sviluppo, chissà perché, una curiosa ossessione per le barche….

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    Simo febbraio 26, 2013 at 9:55 am

    Ecco posso capirti benissimo…io per il mio lavoro sono strettamente connessa alla Fashion Week di Milano ^_____^. Ad ogni modo mi piacerebbe da morire passeggiare anche io su quella spiaggia e godere della quiete e del “fare pace con la natura”. PS: le foto sono bellissime

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    mammaduepuntozero febbraio 26, 2013 at 10:38 pm

    Grazie! Mi lusinga il tuo commento sulle foto!
    🙂
    A me il mare d’inverno rapisce proprio…

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    Simo febbraio 27, 2013 at 2:44 pm

    Anche io adoro il mare d’inverno…sono nata in una città di mare e non posso proprio farne a meno.

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    mammaduepuntozero febbraio 27, 2013 at 10:54 pm

    Che fortunata….

  • Home sweet home | mammaduepuntozero luglio 29, 2013 at 11:15 pm

    […] è un modo di dire: ieri c’erano 40 gradi. Siamo state al solito mare (altre foto le trovate qui e qui), un posto che ci appassiona ormai da tre anni ma in cui abbiamo preso casa (in affitto […]

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