to be a citizen

Egregio Sig. Sindaco

maggio 7, 2013

E’ da un po’ che ho abbozzato una lettera per il sindaco della mia città. Ci sono cose che mi intristiscono ogni mattina, quando esco di casa.
Ecco, oggi gli ho scritto.
Pubblico la mia lettera anche qui. Anche se non siete di Milano, ho pensato che magari vivete i miei stessi crucci, magari vi darò il coraggio e la voglia di scrivere anche al vostro, di Sindaco.
La parola è l’unica arma che abbiamo: magari non serve a niente, ma a stare zitti non si rende un buon servizio a nessuno. Specialmente a se stessi.
Se avete pazienza, ecco il mio pamphlet!

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Egregio sig. Sindaco,
sono una mamma della zona 4.
Abito tra lo Scalo di porta Romana, Corso Lodi e la ex zona industriale di Ripamonti. Il mio quartiere è definito, a seconda della convenienza, di “estrema periferia” dalle pagine di cronaca nera locale (premurose nel rassicurare che si tratti di zone remote e lontane dai giardini del centro) o “a due passi dal Duomo” dagli annunci del mercato immobiliare.
Hanno ragione entrambi: ci separano dal Duomo 5 fermate di metropolitana e siamo a meno di due chilometri dal Parco Agricolo, perché da questa parte la città finisce presto.
Non lavoro da quando è nata la mia prima figlia, che ora ha tre anni, dunque per lo più frequento il mio quartiere: antico, servito dai mezzi, pieno di botteghe e di storia, quella che resiste almeno.
Mi duole ammetterlo, ma da questa prospettiva la Milano di cui mi sono innamorata da bambina, quando venivo in pullman con mio zio per andare alla Rinascente, non la vedo più. Non frequentando più i palazzi e le vie eleganti intorno all’Arco della Pace, o fra i giardini di via Frua e Marghera, dove ho lavorato a lungo, Milano non mi sembra che un concentrato di grigiume, sporcizia ed inciviltà.
Mi piacerebbe che avesse la pazienza di seguirmi nel mio tragitto quotidiano, dentro questa Milano.

La mattina per portare mia figlia all’asilo posso scegliere due strade, a seconda che mi serva dell’ingresso principale del mio condominio o di quello secondario.

Se utilizzo il principale, esco su via XXX e percorro il marciapiede sul lato dei numeri pari, dove fanno il mercato il venerdì. Il fondo stradale è nuovo fiammante e il passeggino scorre bene: recenti importanti lavori alla rete del gas hanno costretto al rifacimento di un marciapiede che, diversamente, verserebbe nelle pietose condizioni del suo collega sul lato opposto della strada.

Immediatamente, sulla sinistra, scorgo una serie di 4 vetrine oscurate da maxi stickers che rappresentano scenari orientali ed esotici: un centro massaggi cinese, uno dei tanti. Ogni giorno al cospetto delle ghirlande luminose che ammiccano intorno alla vetrina non posso fare a meno di domandarmi: saranno contente le ragazze che lavorano lì dentro? Saranno consenzienti? Retribuite? Libere?! Della natura dei massaggi che si praticano in questi centri non credo neanche i più ingenui abbiano ormai il minimo dubbio.
Proseguendo nel cammino arrivo alle strisce pedonali che attraversano via XXX, all’incrocio con piazza XXX: una rotatoria trafficatissima. Una serie di macchine parcheggiate in divieto di sosta e spesso in doppia e tripla fila, ostruiscono regolarmente la visuale, non solo ai pedoni che si avventurano sulle strisce, ma anche alle auto che sopraggiungono dalla rotatoria. Le lascio immaginare le ansie di una mamma che deve traghettare il passeggino e sè medesima (con una bambina piccolissima nel marsupio) oltre l’ostacolo.

Si immagina i titoli dei giornali in caso di investimento?
Io sì, quasi ogni giorno. Ma devo essere paranoica io.
In fondo, cosa posso pretendere? C’è un bar su quell’angolo di piazza: cosa saranno mai 5 minuti di parcheggio abusivo per bere un meritato sacrosanto caffè?
E intanto non c’è mai un vigile, mai una multa. In compenso c’è spesso un camion che scarica merce nel bar e, impossibilitato a parcheggiare nell’apposito spazio, occupato abusivamente dal bevitore di caffè di turno, piazza il mezzo sulle strisce, occludendo così, oltre alla visuale, anche il passaggio.
Proseguo dunque su piazza XXX costeggiando, sulla mia destra, una banca molto famosa, una portinaia che ogni mattina pulisce con perizia i 10 metri quadri di marciapiede davanti al suo portone, e ancora 3 vetrine oscurate da stickers che questa volta invece rimandano ad atmosfere western: Las Vegas, Roulette, Casino. Les jeux sont faites.

Fino a un paio di settimane fa, tra la sala giochi e il bar adiacente, un nugolo di uomini dall’aria poco raccomandabile si alternava sulla soglia, fumando sigarette, sputando per terra, gettando a terra pacchetti di sigarette, mozziconi, gomme da masticare ed altra immondizia, incuranti della portinaia di cui sopra, che si spreca quotidianamente in uno sforzo pleonastico. Al momento, invece, quel tratto di marciapiede è poco frequentato: il bar di cui sopra risulta chiuso “per ordine del questore”. Quando ho letto il foglio sulla serranda abbassata non mi sono stupita affatto.
Ecco dunque che dopo due svolte a destra,  passo prima in via XXX e poi in via XXX, dove ha sede il nido di mia figlia.
Via XXX è una specie di via-parcheggio. Un lato della strada è adibito alla sosta incondizionata delle auto: le apposite righe bianche occupano uno spazio che per metà appartiene alla carreggiata e per metà apparteneva al marciapiede. Non essendoci alcun ostacolo che impedisca l’avanzare delle auto in manovra, capita spesso che il passaggio sia completamente ostruito da parcheggianti con manie di grandezza o auto troppo lunghe. La porzione di marciapiede disponibile al passaggio dei pedoni è un percorso ad ostacoli per una serie di motivi: se non sono le numerosissime cacche di cane a dover essere evitate, sono rifiuti ingombranti a costringerti ad acrobazie incongrue.

Quella delle discariche abusive, è la piaga numero uno di questa via: non passa giorno in cui non ci sia necessità di fare una segnalazione all’Amsa, e francamente provo un gran dispiacere per tutte le persone per bene che vivono lì e sono costrette a condividere l’indirizzo con un numero evidentemente alto di persone incivili e maleducate.
La piaga numero due di questa via è la sporcizia ordinaria: possibile che non si effettui la pulizia strade con relativo sgombero vetture almeno una volta la settimana? Le assicuro Sig. Sindaco che se per assurdo lei fosse incivile abbastanza da abbandonare una bottiglia di birra lungo il marciapiede oggi stesso, come fanno regolarmente gli avventori di questa via, fra due settimane avrebbe ottime probabilità di ritrovarla ancora lì. Magari semplicemente rotolata sotto la macchina parcheggiata più prossima.
In fondo alla via, un cancello si apre su un altro mondo: quello verde, fiorito e colorato dell’asilo nido frequentato da mia figlia (e convenzionato col Vostro Comune).

Se invece uscendo, decido di utilizzare l’ingresso secondario del mio condominio, mi ritrovo in via XXX, una via per metà pedonale, che di giorno è teatro di un gran via vai di mamme e bambini: proprio al di là della recinzione che la costeggia, infatti, c’è il grande giardino delle Scuole Elementari di via XXX.

Di notte è tutta un’altra storia: data la riservatezza che garantisce, diventa meta privilegiata delle prostitute di zona, che vi si recano ad elargire i servizi di listino.

Svoltando a destra alla fine di via XXX ci si immette in via XXX e si costeggia un parco enorme, che potrebbe essere meglio sfruttato, date le dimensioni, ma attualmente è patria esclusiva di cani, senza tetto e spacciatori (fino a poco tempo fa di notte non veniva neanche chiuso).

Per raggiungere il nido da qui devo attraversare l’incrocio fra viale XXX e via XXX e proseguire su quest’ultima fino a via XXX, che la incrocia poco più giù.
Questo breve tratto di strada in inverno è impreziosito da sporadiche discariche abusive (di nuovo!), e d’estate è reso impraticabile dall’odore di urina che trasuda dal muro di cinta che occupa il lato sinistro della strada, e che delimita il comprensorio industriale in cui è inserito anche l’asilo di mia figlia  (proprio al di là del muro/orinatoio!).

Mi domando Sig. Sindaco se tutto questo sia inevitabile.
Mi domando Sig. Sindaco se mi devo arrendere a vedere le mie figlie spettatrici di tutto questo degrado, ogni mattina.
Io aspiro ad educare le mie figlie al bello, laddove per bello non intendo certo i “giardini del centro”, come li chiamo io.
Per bello intendo quell’ordine e quella pulizia che passano necessariamente per il rispetto e ne sono sinonimo.
Rispetto degli altri e della cosa pubblica.

Io non me lo posso permettere di trasferirmi dentro le mura, dove le cose sono ben diverse Sig. Sindaco, lo sappiamo, nè in fondo aspiro a farlo: questo quartiere con la sua storia e le sue botteghe mi ha conquistata un tempo e continua a offrirmi tutto ciò di cui ho bisogno, senza costringermi ad usare la macchina per ogni inezia. Per altro io la macchina non ce l’ho neanche.

Mi dica, sinceramente, devo rassegnarmi al degrado?

Io comprendo che lei e la sua giunta non possiate cambiare nè la testa delle persone nè le loro (cattive) abitudini. Forse però potreste cercare di far rispettare la Vostra città (e la legge) in questo ed in angoli anche più remoti di quello in cui vivo io.
Forse potreste provare ad insegnare ad amare questa città, e si sa che non c’è amore senza rispetto.
Fate qualcosa.
Fatelo per i nostri bambini.
Fatelo per VOI.

Un rispettoso e cordiale saluto,

Silvia A.

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[ La mia lettera è firmata per esteso, ovviamente, e gli ho lasciato anche i miei recapiti: mi dovesse mai rispondere vi farò sapere. Ne dubito, comunque. Siccome la lettera è qui, nelle mie mani, per dimostravi che sono stata capace di andare fino in fondo, vi pubblicherò una foto dell’atto di spedirla su Instagram: seguitemi! 😉 ]

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  • acciaio73 maggio 8, 2013 at 6:38 am

    Ecco, questo mi è piaciuto enormemente:
    “Per bello intendo quell’ordine e quella pulizia che passano necessariamente per il rispetto e ne sono sinonimo.
    Rispetto degli altri e della cosa pubblica.”
    Brava.
    Volenterosa.
    Ottimista.
    Chissà che la coscienza si qualcuno nei quartieri belli ,coi giardini belli non faccia un piccolo capitombolo e…
    In bocca al lupo e BRAVA davvero.

    • mammaduepuntozero maggio 8, 2013 at 12:02 pm

      Grazie Acciaio 73! Mi incoraggi. Così come mi incoraggiano le mamme dell’asilo che quando hanno letto si sono sollevate tutte al mio fianco: sono cose che tutti pensiamo. Ora spero che in qualche modo riusciremo a passare dai pensieri ai fatti, per restituire un po’ di bello ai nostri bambini.
      Quel bello che fino a qualche anno fa c’era anche qui: quando la gente era più rispettosa, quando c’era più educazione, forse, e più voglia di far rispettare quel che è di tutti.
      grazie ancora…
      Silvia

  • mammoski maggio 8, 2013 at 6:40 am

    Hai fatto bene, ed hai ragione, noi mamme (ma anche i cittadini) dovremmo scrivere ai nostri sindaci…Sarebbe una bellissima iniziativa se lo facessero tutti!!

    • mammaduepuntozero maggio 8, 2013 at 12:04 pm

      Si esatto! Scriviamo, parliamo, telefoniamo! Non possiamo stare in silenzio. Bisogna far sentire le nostre voci.
      Quando si muove una persona, succede che in tante poi la seguono.
      Forza!! Investiamo il mondo di parole, quelle giuste però, quelle del rispetto e della bellezza
      🙂

    • Rita Lagrassa gennaio 28, 2014 at 7:05 pm

      Oggi ho fatto una passeggiata da Corso Lodi verso Ripamonti. Sono veramente scandalizzata ma possibile che una città che sta per fare l’expo sia cosi degradata in alcune zone, altro che Campania!
      Piossibile che non possiamo mobilitare qualcuno affinchè ci sentano che sò magari Srtiscia.
      Se c’è da andare giù a palazzo Marino io si sto.
      Lena 68

      • Silvia A. gennaio 29, 2014 at 10:26 pm

        Una città che non ha cura di se stessa, e meno male che c’è l’Expo!… Cosa contano di fare? chiudere i visitatori dentro le mura, così vedono solo le parti ripulite della città…
        Che tristezza.

        🙁

  • playgroundaroundthecorner.com maggio 8, 2013 at 12:23 pm

    bellissima iniziativa.. si spera che facendolo in tanti si possa fare luce sulle problematiche che vengono presentate. io ho fatto presente la situazione dei nostri parchi giochi ma purtroppo ancora alcuna risposta. non importa, ogni tot io rimando le mie osservazioni, chissà che prima o poi..

    • mammaduepuntozero maggio 8, 2013 at 12:39 pm

      Fai benissimo! Facciamo benissimo….
      (e comunque tu non disperare che la mail te la mando prima o poi…)
      😛
      PS faccio sempre le ore piccole per scrivere, e non riesco mai a farlo quanto vorrei, ma qui a casa la calma esiste solo quando dormono tutti, dopo le 22:30….sob

  • playgroundaroundthecorner.com maggio 9, 2013 at 12:51 pm

    come ti capisco!! io nn dispero e sono fiduciosa nel tuo contributo. Fammi sapere se qualcuno risponde. io non demordo. a presto!

  • VIRGI maggio 19, 2013 at 8:13 am

    SAI SILVIA,CHE IL CAPO DEI VIGGILI DE NOSTRA ZONA ABITA PROPIO IN VIA XXX Y PZA XXX???
    E CHE UNO CHE LE PIACE FARE LE MULTE A PIACERE???
    ALTRO GIORNO LASCIATO PARCHEGIATA LA MACHINA PER VIA XXX PRIMA DELL CARTELLO MESO IN MARCIAPIEDI O AVUTO MULTA,E ANNO FORSATO LA PORTA E VOLUTO ROVARMI??E NO SOLO ADESSO ,CAPITA SEMPRE CUANDO DEVO PARCHEGIARE DE QUELLA PARTE,ME POI SPIEGARE PERCHE??CUANDO ABITO PROPIO LI??
    IL ALTRO IL ENCROCIO D’ VIALE XXXX D’FRONTE XXXX PROPIO QUELL SEMAFORO
    CUANDO TRAVERSI L’STRADA CAMBIA L’LUCE EN MENO DE DUE SEGONDI E TU SEI A META D’STRADA,,E PROPIO E VERO PERIGOLO,
    A SUCESO VARIE INCIDENTE IN QUELLA PARTE LI.
    E NESSUNO FA NIENTE.
    SCUSATE IL MIO ITALIANO PERO IO ME ARRAVIO YA CHE TANTI
    VOLTA PORTO DEI BIMBI CHE NON SONO MIE.
    E GIURO CHE ME VIENE L’ PAURA

    • mammaduepuntozero maggio 19, 2013 at 12:11 pm

      Lo so Virgi hai ragione, è uno schifo! Le multe solo a chi è quando fa comodo a loro!

  • Max maggio 14, 2014 at 3:47 pm

    Da Piazza XXX non si entra in via XXX, e da via XXX non si entra in via XXX. Fidati, abito da 51 anni in via XXX. Se non ci credi guarda Google Maps.