to be a mom, to be me

mammacheblog!

maggio 28, 2013

Questo week-end ho partecipato al Mammacheblog.

L’evento intendeva radunare e incentivare scambio e dialogo fra “Mamme 2.0” (capite non potevo mancare…), per crescere in rete e far crescere la rete, rendendola un posto migliore.
Io mi sono imbattuta in questa iniziativa tramite i blog che seguo e ho partecipato speranzosa di imparare qualcosa che mi potesse essere utile per trovare un lavoro nel prossimo futuro, e intimidita dal fatto che il mio blog è giovane, e io stessa come blogger sono una frana: non ne so ancora praticamente nulla!
Sono rimasta entusiasta dell’evento, sia per quanto riguarda le nozioni che ho acquisito, sia per l’aria che ho respirato, sia per il bel campione di umanità che ho visto scorrere davanti a me.

C’erano le Blog-Star, c’erano le blogger conosciute, c’erano le smanettone di Twitter (questo social così poco social, per come mi sembrava prima).
Alcune le conoscevano tutti perchè, appunto, erano Star.
Altre si conoscevano fra di loro per l’assiduità in Twitter, o perchè si erano già incontrate l’anno scorso. Molte si aggiravano timide (tipo me) e con maggiore o minore successo si avvicinavano alle blogger che seguivano già, ne scoprivano altre di persona e immantinente ci si connettevano tramite smart phone. Non ho mai visto tanta tecnologia palmare tutta insieme in una stanza!
Ma non c’era solo quella: c’era anche l’uncinetto, c’erano i ferri da maglia, c’erano ago e filo.
Il clima era quello di una bella gita scolastica: se poi ci aggiungiamo che le “fuori-sede” erano lì senza la famiglia, per due interi giorni -magari i primi in assoluto- senza figli, mariti, piatti da lavare e lavatrici da stendere, avete già capito quale fosse il clima di festa, no?
Io che invece ero “in sede” sono tornata a casa, rinunciando all’aperitivo in compagnia: c’era una piccoletta di sei mesi che aspettava buona buona la sua mamma e soprattutto, la sua tetta.

Il clima, in senso metereologico questa volta, è stato spietato e disonesto: vento, freddo, pioggia e grandine. A fine Maggio. Quando si dice che le donne muovono il mondo, probabilmente non si intende in senso atmosferico, ma questa volta forse è successo: abbiamo sovvertito l’ordine delle stagioni, precipitando Milano in un preludio di inverno.

Una bella riflessione su tutta questa umanità l’ho letta ieri mattina qui scritta da una blogger-scrittrice-mamma che pure era presente all’evento e che ho avuto il piacere di conoscere prima di persona e poi di “avatar”. Non è stata neanche l’unica, e per una come me, che ha trovato uno sfogo nella rete, un rimedio contro la solitudine ed un appuntamento per sentirsi un po’ più viva, vedere in carne, ossa, pance e braccia tutte quelle “amiche virtuali” ha smosso le corde giuste.
Sono uscita da questo week-end piena di idee e con un po’ di ottimismo in più sul mio futuro e sulla mia “vita da reinventare fuori dalla famiglia”, come recita la presentazione che mi sono scritta ormai tre mesi fa.

Non so dove andrà questo blog, per ora mi basta che mi cammini accanto. Terrò stretto il guinzaglio per non farlo scappare via, come tante belle cose che ho iniziato nella vita ma che poi ho perduto chissà come e chissà dove. Non sono stata al Mammacheblog perchè volevo fare di queste mie paginette colorate una professione, ma perchè volevo capire dove andare a cercarmela, una professione.
Quello che ho capito è che la cercherò scrivendo.

Wish me good luck!

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      È stato un piacere conoscerti e dare un volto alle tue parole… Tu e le tue scarpe eravate favolose, Johnny ci teneva che te lo dicessi! 😉

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