to be a mom

Scene da un matrimonio

giugno 18, 2013

La primavera, si sa, è la stagione per eccellenza dei matrimoni e di tutti gli altri sacramenti e infatti quest’anno, nel solo mese di giugno, ne abbiamo accumulati più che negli ultimi 5 anni tutti insieme.
Sabato è stato il turno del matrimonio dei nostri cugini: quello su cui avevamo puntato di più in termini di previsione di divertimento (nostro e delle bambine) e di outfit (eravamo tutti abbinati, con il colore giallo a fare da leit motiv del nostro abbigliamento).

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Le cose non sono andate come imamginavamo: tanto per cominciare la Dodo, che non si ammalava da 5 mesi, la mattina in chiesa ha cominciato a ciondolare in maniera sospetta addosso a me e a suo padre. Aveva il faccino spento e gli occhi liquidi, e non c’è voluto molto a capire che aveva un febbrone, così abbiamo portato lei e il suo bellissimo abitino giallo (attorno al quale si erigeva l’intera architettura del look familiare) a casa della nonna in fretta e furia.
Cecetta invece, che ha strillato per tutta la porzione di messa a cui siamo riusciti ad assistere (chevvelodicoaffare), l’ha raggiunta immediatamente, come da programma. Non avevo intenzione di sottoporla alla confusione, al caldo ed allo stress del banchetto, e soprattutto di sottoporre me stessa al tormento di averla lì e di dovermi scamiciare ogni due per tre per allattarla, magari rintanata come una reietta sotto un albero all’ombra, lontano dalla musica e dai festeggiamenti.
(C’erano altri neonati fra gli invitati, tutti che dormivano beati a due metri dalle casse. Da non credere. E non erano bambole, ho controllato.)
L’idea di non avere con me la Dodo mi ha fatto stringere il cuore perchè già me l’ero figurata avv giocare coi cuginetti, a ballare con il papà e a farsi fare un milione di foto da me, che non vedevo l’ora di immortalarla nel suo abito giallo. Bhè sono riuscita a farle un’unica foto, e aveva già il faccino spento, povera patata.

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Così io e il Marito ci siamo ritrovati senza figlie, inaspettatamente. Liberi di mangiare, fermarsi a chiacchierare, perdersi di vista, ritrovarsi nei meandri del parco, senza urgenze tipo: “Mamma devo fare la cacca”.
Ci ho messo un po’ a staccare il pensiero, a liberarmi del livello di attenzione che mi si richiedono, in quanto mamma, 24 ore su 24. Ma quando ce l’ho fatta, ho sperimentato una leggerezza che avevo dimenticato. Improvvisamente ero spensierata come non avevo più saputo essere da mesi e mesi a questa parte.
Improvvisamente mi sono ritrovata a ballare, e non avevo bevuto neanche un bicchiere (giuro!).
Nell’ebrezza della libertà mi sono lasciata dedicare una canzone premurandomi di ascoltarla tutta e per davvero.
Nel deliquio della spensieratezza mi sono lasciata convincere ad un karaoke di cui continuerò a vergognarmi fino al prossimo matrimonio (quando per carità, ricordatemi di rifiutare il microfono a costo di sembrare stronza – meglio stronza che ridicola -).

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Non è che non lo sapessi. Lo sento dire da quando sono mamma che bisogna staccare e dedicarsi del tempo di coppia. Ma quando mai qualcuno che ti spiega come fare!?
Sarà che 50 o 60 euro di Babysitter non li metti a bilancio così volentieri, sarà che presi dalla vita di tutti giorni e dai suoi mille impegni, non trovi neanche la fantasia di decidere dove andare e cosa fare, ma posso garantire che quel consiglio è il più saggio e più inascoltato che abbia ricevuto.

In quelle 4 o 5 ore di libertà ci siamo ritrovati come individui, io e Marito. Senza quelle adorabili appendici esigenti che siamo solito portarci appresso, ci siamo amati un po’ di più della media delle nostre giornate, fitte di orari e di odiose lavastoviglie da svuotare.
Sarà che eravamo belli, pettinati, truccati e vestiti.
Sarà che lo smalto rovinato sulle mani tutto sommato avevo deciso di non levarlo, che era meglio che niente e tanto da lontano non si vedeva.
Sarà che c’era il sole e faceva veramente (troppo) caldo, ma è stato un ritrovarsi e forse un inizio nuovo: per esempio l’inizio di una maggiore disinvoltura a lasciare le figlie a chicchessia e ad andarea vivere un po’ quella povera reietta della nostra vita di coppia.

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  • acciaio73 giugno 18, 2013 at 10:27 pm

    Parole sante.
    E non aggiungo altro.
    🙂

    • mammaduepuntozero giugno 19, 2013 at 10:10 pm

      Acciaio tu sei sempre o quasi la prima che batte un colpo… <3
      Grazie di passare sempre di qua!

      • acciaio73 giugno 22, 2013 at 12:15 pm

        Come stanno le malatine? Riprese?

        • mammaduepuntozero giugno 22, 2013 at 3:34 pm

          La Dodo è al mare con la nonna questo week end… Quindi sì, si è proprio ripresa!
          :-*

  • mammoski giugno 20, 2013 at 6:04 am

    Ma che meraviglia di post!!!Mi fa iniziare la giornata con un mega sorriso ^_^ avete fatto bene tu e marito e poi le feste di matrimonio sono troppo noiose per i bimbi….

  • Mamma avvocato giugno 21, 2013 at 8:52 pm

    Saggio e spesso inascoltato consiglio…hai proprio ragione!
    Che belli tutti gialli, e il mio colore preferito. Io mi sono sposata in giallo!

    • mammaduepuntozero giugno 22, 2013 at 3:33 pm

      Ottima scelta! Anche io lo adoro, a prescindere dalle mode. Per anni ho avuto una piccola borsa gialla che mi accompagnava per tutta l’estate. Poi l’ho dovuta mandate in pensione ma quest’anno ne ho comprata una nuova…
      😀

  • La scuola è finita | mammaduepuntozero luglio 5, 2013 at 2:11 pm

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