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Domenica al museo

settembre 10, 2013

Capita anche a voi di trascurare le attrazioni turistiche, culturali e non, della vostra città a vantaggio di luoghi analoghi ma che sembrano più interessanti solo perché sono lontani, o solo perché si è in ferie?
Anche se Milano non è la prima città che vi viene in mente per ambientarci le fantasie di una vacanza (ma neanche di un week-end fuori porta), vi assicuro che ci sono un sacco di cose da fare.
E noi, pur vivendoci, ne abbiamo fatte pochissime.

Sabato pomeriggio, mentre esaurivo i lavori domestici e me stessa a furia di piegare vestiti minuscoli, mi è venuta un’idea luminosa e l’ho subito proposta a Maritomio:
“Perché domani non andiamo al Museo di Storia Naturale? Lì dietro poi ci sono i Giardini, così la Dodo può giocare un po’, e se c’è il sole facciamo merenda sull’erba!”.
Avendo una bambina di 3 anni ed una di 9 mesi dobbiamo sempre ben ponderare questo genere di uscite, e se la mostra di Gianni Berengo Gardin a Palazzo Reale, che chiudeva proprio domenica (sigh), ci sembrava insidiosa, il MNM mi è parso perfetto: animali, dinosauri, diorama e parcogiochi a portata di mano.
Bingo.

E infatti la stessa idea l’hanno avuta un sacco di famiglie con bambini, anche più piccoli della nostra. Se abitate a tiro o se vi venisse l’idea insolita di passare un week-end a Milano, vi consiglio la visita, anche perché i colori autunnali dei giardini lì dietro sono bellissimi e non sarà Central Park ma noi ci accontentiamo.

Al Museo di Storia Naturale c’ero stata l’ultima volta in gita scolastica, non so se alle elementari o alle medie e devo dire che l’ho ritrovato così come lo avevo lasciato, nel bene e nel male.

Attualmente è in allestimento una mostra al piano terra, quindi il percorso si fa al contrario: si parte dagli insetti, si passa per le creature marine e l’homo sapiens, per arrivare ai dinosauri.
Le prime sale sono interessanti più per gli adulti. O dovrei dire sarebbero: c’è un sacco da leggere in quelle teche e non riuscirete a leggerne la metà, con i piccoli al seguito. Nonostante la disturbatrice sotto il metro, ho memorizzato che un fazzoletto di carta si bio-degrada in 15 giorni, una lattina in 500 anni ed una bottiglia di plastica ci impiega più di 1000 anni per scomparire.
La Dodo è rimasta molto colpita dal granchio gigante del giappone, da un uovo di struzzo, dal gigantesco carapace di una specie di armadillo preistorico e dalle mani delle scimmie che, ho cercato di spiegarle, sono i nostri antenati più prossimi.

Nel frattempo Cecetta si è addormentata con la pancia piena in braccio a Papo e ha sonnecchiato nel passeggino più o meno fino alle Terre Artiche.

Una nota di assoluto demerito, doverosa, riguarda il fatto che le didascalie (infinite, come ho già accennato) sono solo in Italiano. Ripeto SOLO.
Unica eccezione è rappresentata dalla sala dei dinosauri che, essendo uno degli elementi di massimo appeal del museo, per i bambini e non solo, ha didascalie in doppia lingua (italiano e inglese).
Ora, capisco che non ci siano soldi, è un ritornello che conosciamo benissimo e abbiamo interiorizzato, ma come pretende di farli, anche quei pochi soldi, un museo, una città, che non si rende fruibile agli stranieri? Ma non deve ospitare un expo nel 2015?

In effetti non sarebbero solo le didascalie nelle teche ad avere bisogno di aggiornamento: tutta la struttura è praticamente come l’ho vista io 20 anni fa. Il patrimonio contenuto nelle teche e nei diorama é vasto e bellissimo, ma il contesto potrebbe essere migliorato, ad uso delle famiglie con bambini, che apparentemente costituiscono i principali fruitori del museo.

Per esempio: le teche e i diorama sono posti troppo in alto, è vero che noi adulti dovremmo abbassarci, ma trovare una giusta via di mezzo in modo da non costringere i genitori ad alzare anche bambini di 6/7 anni sarebbe lungimirante. Così come lo sarebbe fornire i bagni di fasciatoi e la caffetteria di prodotti per neonati (io avevo dimenticato la frutta di Cece e ciccia!, non gliel’ho potuta dare), un po’ come fa Ikea, che sembra essere l’unica azienda ad aver compreso un semplice assioma.
I neonati mangiano, i genitori sono persone: se trovano omogeneizzati et similia nei luoghi pubblici, i genitori ci vanno più volentieri.
E spendono, e si divertono.

alce

La giornata si è conclusa sul prato, come previsto, per un gelato, uno yogurt e un attimo di relax prima del temporale.

Una tranquilla, piacevole domenica da turisti con in più il piacere di tornare a dormire a casa nostra.
E niente jet-lag.

palloncino

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  • squa settembre 10, 2013 at 11:50 pm

    Bello! Brava!
    Ma è dove c’è anche il museo delle farfalle?
    Ma è già così autunno? ?! Non sono pronta. ..

    • Silvia A. settembre 11, 2013 at 9:11 pm

      Non so se è quello ma c’erano veramente tantissime farfalle!
      È stato davvero bello, ci siamo divertiti un sacco.
      🙂

  • Simo settembre 10, 2013 at 11:53 pm

    Ottimo consiglio. Dal 21 settembre all’8 ottobre io e la piccola saremo a Milano…

    • Silvia A. settembre 11, 2013 at 9:11 pm

      Allora ti porto io al parco!!
      😉

  • Cogliere l’attimo. | mammaduepuntozero settembre 13, 2013 at 10:46 am

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