to be a mom

I biscotti di Pan di Zenzero (con il Bimby)

dicembre 18, 2013

Durante il periodo di Natale, viene voglia un po’ a tutti di lavorare con le mani: fare lavoretti, decorazioni, cimentarsi in ricette dalle più semplici alle più complesse, dalle tradizionali a quelle esotiche.

Un classico dei classici, specie se si hanno bambini, è passare un pomeriggio a fare biscotti. In giro per la rete, in questo periodo, troverete ricette di biscotti che si sposano con tutte le declinazioni possibili del Natale.
Ci sono le insospettabili, come Elena, che si è cimentata nella preparazione biscotti ultra-light insieme a suo figlio. C’è Adriana, da cui ce lo saremmo aspettate e infatti ecco la sua ricetta di biscotti di Natale su Instamamme.

E poi ci sono io, che ho una passione insana per i Biscotti allo Zenzero (i Gingerbreadmen) e che, nonostante sia un’assidua mangiatrice cuoca di dolci, ho il buonsenso di preparali solo sotto le Feste, a beneficio della mia linea e della mia glicemia.

Ho trovato la ricetta originale in rete – chissà in quale sito- e poi sono andata modificandola a mio piacimento. Provo a condividerla con voi, così, dopo il DIY numero uno del blognello stesso mese! – vi introduco alla prima ricetta in assoluto made in me.

Vi ho detto che li faccio con il Bimby?

Ecco cosa vi servirà, innanzi tutto:

ingredienti

350 g di farina
200 g di zucchero di canna
150 g di burro
70 g di miele
2 rossi d’uovo piccoli (o 1 grande, ma dipende tanto anche dalla consistenza del miele che usate)
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaio di bicarbonato
1 radice di zenzero da circa 40g (compresa la buccia – la sbucciate dopo averla pesata)
2 cucchiai di cannella
1/4 di cucchiaio di noce moscata
2 chiodi di garofano

Le spezie sono le protagoniste di questi biscotti! Regolatevi secondo il vostro gusto. Per esempio io di zenzero e cannella ne metterei anche di più, ma a me piace che pizzichino…

spezie
Ora preparate il vostro Bimby, o un altro mixer. Oppure, se siete di una pazienza e di una costanza che io non conosco di persona, fatte le dovute proporzioni, procedete a mano.

1. Togliete il burro dal frigo.

2. Dopo aver spelato e grattugiato la radice di zenzero, inserite nel boccale la farina, lo zucchero, il bicarbonato, il sale e le spezie e fate andare per 30 secondi a velocità 4.

3. Aggiungete il burro tagliato a tocchetti (che nel frattempo si sarà ammorbidito…) nel boccale e fate andare per altri 30 secondi a velocità 3.

4. Ora versate il miele nel boccale. Siate pazienti, mettete prima metà del miele e date una prima impastata di 30 secondi a velocità 4. L’impasto deve essere “bricioloso”, come per qualsiasi pasta frolla che si rispetti, quindi, se vedete che comincia a inumidirsi troppo, fermatevi. Secondo i miei esperimenti 70g di miele mediamente liquido, sono ben sopportati dall’impasto.
In tutto dovrete impastare per 1 minuto, sempre a velocità 4.

5. Ora aggiungete i tuorli d’uovo. Se sono piccoli ve ne serviranno 2, se sono grandi uno già dovrebbe bastare. Se uno è poco e due sono troppi, aggiungete un poco delle chiare fino a che otterrete la consistenza giusta, che è la seguete: non deve essere troppo appiccicoso, nè troppo duro che tenda a sbriciolarsi. Se riuscite a tirare fuori l’impasto dal mixer e a farne una palla senza impazzire, vuol dire che potete passare al Corso Superiore di Alchimia dell’Università di Hogward (si scriverà così?…).

Ok, forse la faccio più difficile di quella che è, ma se qualcuno mi avesse dato due dritte già la prima volta, i miei esperimenti avrebbero avuto esiti felici fin da subito. E il mio stomaco avrebbe ringraziato.

6. Mettete la vostra palla di pasta in frigo, avvolta da pellicola per alimenti, per almeno mezz’ora. Se ci sta di più, male non le fa. Avrete fra le mani un impasto più compatto, dopo la terapia del freddo.

palla di pasta
taglia impasto

Onde evitare che, mentre preparate i primi biscotti, il resto dell’impasto si afflosci come un pupazzo di neve a marzo, tagliate a metà la palla e riponete in frigo quella che non usate per prima.
La recupererete una volta stesa e ridotta a vezzose formine la prima metà.

7. Stendete l’impasto in un sfoglia di circa 4mm di altezza.

formine
staccabiscotti

Un consiglio: fate di quel coltello il vostro migliore amico. Le formine dei biscotti (per lo meno non quelle le cui ricette prevedano l’uso di sontuoso, vellutato, peccaminoso BURRO), non si staccano dal piano di lavoro come nelle pubblicità.
Se volete conservare un eloquio decoroso e le forme vezzose in cui avete forgiato le vostre piccole creature, prendete il coltello e spatolate gente, spatolate!
Cercando possibilmente di non rigare il piano (a tale scopo è consigliabile usare il lato non affilato della lama).

8. L’anello debole: la cottura. Con le quantità che vi ho indicato otterrete molti biscotti: fate conto che ho infornato 3 volte la teglia piatta “a tutto forno” e che il mio forno è da 60 cm. Fate un lavoro a catena: mentre finite di ritagliare, fate una prima infornata, ma mi raccomando: non perdete di vista le vostre creature, dopo i primi 5 minuti in forno o rischierete una schierata di piccoli cadaverini bruciacchiati. E vado ad esporvi il perchè.

(Parlo per esperienza, si evince?)

forme natale
omini
intruso

Il segreto per dei biscotti allo zenzero “come piacciono a me” (per quel che vale, ovvio) è che siano un po’ caramellati, croccanti e dal retrogusto leggermente amarognolo, tipico del caramello.
Per ottenere il punto giusto di caramellatura è bene stare all’occhio perchè, e ve lo posso garantire, un secondo prima caramellano e un secondo dopo bruciano irreparabilmente.

Io vi suggerisco un forno statico a 180°, per 5 minuti con riserva. Questo perchè nessuno conosce il vostro forno meglio di voi e bisogna che sappiate regolarvi da soli. Usate la temperatura che usereste per una crostata e la posizione che garantisca un buon bilanciamento del calore.
Ho notato, a mie spese, che il calore del metallo della piastra sui cui poggiano amplifica l’effetto della cottura dei biscotti, quindi ho scelto di usare la posizione più alta possibile, in modo da ridurre l’impatto sul fondo e amplificare al contempo quello della parte superiore.
Ma questo vale per me: era solo per farvi capire che o lo frequentate, il vostro forno oppure brancolerete nel buio e dovrete affidarvi al metodo sperimentale.
E bruciare qualche biscotto.

bom appetit

Che poi, posso dirlo?

Quelli bruciati sono i miei preferiti… ma non ditelo a mia mamma, che sono decenni che mi dice che la roba bruciata non si mangia!

Ecco cosa accadeva la mattina seguente perchè dovete sapere che, in barba allo spirito natalizio, io i biscotti li ho fatti la sera, quando tutti dormivano ed io potevo decidere quali formine scegliere, dove piazzarle sulla pasta tirata -e non come al solito doverla stendere 15 volte perchè la Dodo spreca un sacco di spazio – e SOPRATTUTTO, fare le foto a corredo di questo post.

la mattina seguente

Si nota la luce un po’ diversa?

E’ quella delle 7:30 del mattino, che io ultimamente adoro: sarà che non l’ho frequentata molto in gioventù.

cecetta dodo

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  • MARIANGELA G. dicembre 23, 2016 at 5:18 pm

    Cara mammaSilvia duepuntozero, ti ringrazio!
    Sono approdata solo oggi al tuo post e, da quando lo hai scritto, sono passati ben 3 anni ma come si dice: “su internet, non si butta niente” e…anzi! Trovo che la tua ricetta, così spiegata, con le foto adatte, sia perfetta! proprio quello che stavo cercando e – se devo essere sincera – forse come l’avrei scritta io o meglio, come avrei voluta scriverla io perchè è proprio per questo che stavo cercando la ricetta degli omini di pan di zenzero, è che non li sapevo fare ma ora, con i tuoi super consigli da super maga, sono sicura ci riuscirò…..Grazie ancora, ciao

    • Silvia A. gennaio 9, 2017 at 8:57 pm

      Com’è andata Mariangela? Ti sono venuti bene? Io quest’anno non li ho fatti, shame on me! È il primo anno che manco l’appuntamento.

      A presto!

      Silvia