to be a mom, web

Fenomenologia della Mamma (in vacanza)

gennaio 15, 2014

Recentemente siamo stati in montagna, ma senza la neve: vorrei potervi dire che si è trattato di un atto di anticonformismo estremo, ma non è così. In realtà qualche millimetro di neve ce lo aspettavamo eccome. Vi confesso che ci eravamo precipitati a cercare tute da neve e attrezzature delle più sofisticate, per proteggere noi e le bimbe dai morsi del freddo e dalla neve in cui avevamo intenzione di rotolarci per giornate intere, fino allo stremo.

Ma la neve non c’era, come avremmo potuto benissimo scoprire in anticipo controllando il meteo, e per di più non c’era molto altro da fare dopo l’Epifania, quando tutto il ridente paesello è caduto in un letargo surreale.

Ma questa è un’altra storia, che non racconterò.

Vi racconterò invece di quello che ho osservato, complice il soggiorno in un albergo di quelli cosiddetti “per famiglie”, dove ti coccolano, ti nutrono e ti intrattengono i bambini.
Non avendo altro di meglio da fare, ho dedicato il tempo ad osservare gli altri avventori dell’albergo ed in particolare la mamma in vacanza e ho così compilato il “bestiario” che vi vado ad esporre.

La Mamma Martire

La Mamma Martire si palesa in sala ristorante tardi la mattina, giusto in tempo per arraffare le ultime brioche: che siano 2 o 10 non importa, lei le prende tutte, così avrà più chance di accontentare il Bambino.
La Mamma Martire non si pettina, ravvia i capelli con le mani e non si guarda allo specchio, per non distogliere lo sguardo vigile dal Bambino troppo a lungo, così capita che la riga dei capelli le passi da un lato all’altro della testa almeno 3 o 4 volte al giorno.
La Mamma Martire porta le occhiaie come vestito da sera ed un sorriso stanco come fiore all’occhiello. E’ stanca, ma non lo ammetterebbe mai: non se lo concede. La sua missione è importante, molto più grande di qualsiasi stanchezza o debolezza terrena.
La sua missione è crescere un Bambino Felice.
La Mamma Martire ha allattato fino ai due anni e non dorme da 4, perchè quando era incinta soffriva di sciatica ma non si concedeva neanche una tachipirina per non nuocere al Bambino: meglio soffrire che farlo soffrire. Adotta metodi di attachment-parenting: co-sleeping, skin to skin therapy, baby wearing e ha partorito secondo Natural Birthing (soffrendo come un cane per 36 ore, senza epidurale).
La Mamma Martire non sgrida il Bambino: gli parla con un tono pacato e lui non la ascolta, neanche per sbaglio.
Suo malgrado, la Mamma Martire ha cresciuto un piccolo despota irragionevole che mangia formaggio a cucchiaiate dalla formaggera, rovescia il sale in terra per simulare un’allegra nevicata, non sta seduto a tavola a meno che sia in braccio a qualcuno e non mangia quel che gli viene proposto, perchè “fa schifo”, ma si ingozza di pane. Finirà la cena in camera, se ne avrà voglia, prima di dormire: la Mamma si è fatta preparare un cartoccio, non si sa mai.
La Mamma Martire ha la vaga sensazione che qualcosa non stia funzionando, ma è sempre convinta che sia colpa sua, che sia lei a non aver capito davvero i bisogni del Bambino, a non essere stata abbastanza attenta.

La Mamma Mostro

La Mamma Mostro si è fatta dare il tavolo da pranzo in una saletta appartata, perchè dei Figli non si fida. Di nessuno dei 4.
La Mamma Mostro figlia come si faceva negli anni ’50, come se fosse inevitabile, ma non sembra provarci gusto. I Figli le danno fastidio se giocano, se urlano, se corrono, se litigano: insomma, le danno fastidio perchè sono piccoli. Confida che cresceranno e miglioreranno, diventeranno più civili, meno chiassosi, meno imbarazzanti.
I Figli della Mamma Mostro sono piuttosto educati, per la verità: non sembrerebbero così tanti, a giudicare dalla modesta confusione che riescono a produrre.
La Mamma Mostro non è mai soddisfatta: non hanno mangiato tutta la verdura che avevano nel piatto, hanno fatto cadere pezzetti di carne sulla moquette, hanno rovesciato un bicchiere d’acqua e si sono accapigliati per chi dovesse aggiudicarsi l’ultima patata arrosto. Sono proprio degli “stupidi incapaci”, come non manca di far loro presente ad alta voce.
La Mamma Mostro proferisce frasi taglienti con lo stesso tono di Mary Poppins, creando un effetto straniante: “Se vi allontanate dalla mamma vi portano via e vi chiudono in una cantina buia buia, senza acqua, senza cibo e senza giochi”. E mentre i grandi (7, 5 e 4 anni) si gelano atterriti e rientrano terrorizzati nei ranghi, il piccolino (13 mesi) comincia a sgambettare in braccio alla mamma, divertito dal suono squillante e sorridente di quella medesima frase.

La Mamma Single

La Mamma Single scende per la colazione alle 8:15: sono solo lei, i suoi Ragazzi e le cameriere e le brioche non sono ancora uscite dal forno.
La Mamma Single ha mantenuto in vacanza gli stessi ritmi di casa, un po’ perchè ha l’ansia che non la fa dormire e un po’ perchè non vuole che i Ragazzi si abituino a dormire troppo, che poi chi li tira giù dal letto quando devono tornare a scuola?
La Mamma Single ha un lavoro a tempo pieno, in proprio, senza paracadute e senza alimenti dall’ex: non ha tempo di fermarsi a pensare, deve lavorare sodo come un bravo padre di famiglia e pensare per 4 come una madre che si rispetti. Siccome la sua vita non era abbastanza complicata, si è comprata anche un cane. Anche per questo scende presto la mattina: il cane deve fare la pipì.
I Ragazzi della mamma Single sono educati: stanno seduti al tavolo, finiscono i broccoli fino all’ultima cima, chiedono il permesso per alzarsi e sono estremamente affettuosi con lei.
La Mamma Single li ama alla follia ma si concede poco. Alterna momenti di complicità che tradiscono la voglia di lei, prigioniera di una compagine in cui è in disperata minoranza, di far squadra con qualcuno, a momenti di fermezza d’altri tempi, in cui usa la frase “Sto chiamando il Collegio, vi faccio venire a prendere!” o gli schiaffi, come moniti e minacce ed è chiaro che le ha pescate senza convinzione da un’altra epoca e dalla storia di qualcun altro.
La Mamma Single non ha tempo di leggere i blog, i libri sulla genitorialità e di guardare Easy Baby: lei improvvisa e tira a campare, fino al prossimo stipendio, fino al prossimo marito.

La Mamma Schizofrenica

La Mamma Schizofrenica potrebbe palesarsi in sala da pranzo alle 8:30 come anche non arrivarci mai e dirottare l’intera Cucciolata verso il Bar, all’ora in cui il buffet è già bell’e chiuso. Vorrebbe essere mattiniera come la Mamma Single, ma spesso la sveglia non la sente proprio o sceglie di ignorarla per recuperare almeno mezz’ora di tutto il sonno di cui l’ha privata la Cucciolata.
La Mamma Schizofrenica pratica il co-sleeping in maniera del tutto incongrua: quando non ne può più di fare avanti e indietro dal letto delle Cucciole, lascia che queste colonizzino il lettone, dove può ripristinare ciucci alla loro naturale posizione e calmare intemperanze notturne, semplicemente allungando il braccio.
La Mamma Schizofrenica la puoi vedere mentre argomenta pacatamente le indicazioni che dà alla Cucciolata, carezzando ricci morbidi come neanche Tata Matilda, ma la puoi anche sorprendere a voltarsi di scatto e minacciare la Cucciola Grande di “arrabbiarsi moltissimo”, “come non mi hai mai vista!”, esasperata da una qualche cantilena reiterata allo sfinimento o da un dispetto perpetuato alla Cucciola Piccola.
La Mamma Schizofrenica passa due giorni chiusa in albergo mentre fuori piove e la Cucciola Piccola fa riposini insolitamente lunghi. Sprofonda dentro il letto morbido e dentro il ticchettio delle gocce;  non vorrebbe altro che scappare a casa e le sembra un’incredibile sventura il trovarsi lì, a fare i conti con tutta quella noia e quel grigiore. Se solo ci fosse la neve…
La Mamma Schizofrenica si alza in una giornata di sole e porta le bambine sulla neve, a 50 Km di distanza, con gli occhi ridenti ed il sorriso sulle labbra, mentre il mondo intero le restituisce quel sorriso e il cielo si tinge di un blu intenso a beneficio delle foto che scatterà.

Indovinate quale sono io?

You Might Also Like

  • Zambe gennaio 15, 2014 at 1:22 pm

    Ahahah!! Troppo facile!!! Ma solo perchè ti sei tradita parlando delle “cucciole” al femminile… ;-P

    • Silvia A. gennaio 15, 2014 at 3:44 pm

      SOLO per quel lapsus naturalmente! 😉

  • Silvana - Una mamma green gennaio 15, 2014 at 3:22 pm

    Anche io schizofrenica! Sississì! 😉

    • Silvia A. gennaio 15, 2014 at 3:43 pm

      Hei come hai fatto a indovinare?!… 😛

  • gab gennaio 17, 2014 at 10:50 pm

    anche io schizzo! e leggendo la tua descrizione non mi sono vista così mostruosa come quando mi osservo da sola, dopo una schizo-sfuriata…grazie! 🙂

    • Silvia A. gennaio 20, 2014 at 11:52 pm

      Lo sguardo degli altri è sempre assi più indulgente di quanto lo sia il nostro.
      (che il mio è proprio ma proprio spietato, lo strunz…)

  • Fenomenologia della Mamma (in vacanza) | tanaperlamamma gennaio 21, 2014 at 10:45 am

    […] Fenomenologia della Mamma (in vacanza). […]

  • kirakot gennaio 21, 2014 at 11:37 am

    L’ha ribloggato su Sciamammae ha commentato:
    Simpatica cronaca delle tipologie di mamme: tu che tipo sei?

    • Silvia A. gennaio 22, 2014 at 11:27 pm

      😀