to be a mom

Ad un papà che lavora troppo

febbraio 3, 2014

A voi padri super impegnati, lavoratori indefessi, macchine da soldi e dispensatori di benessere familiare, a voi noi mamme del terzo millennio vorremmo dire una cosa.

Grazie, innanzi tutto.

Tutto quello che fate, lo sappiamo, lo fate per la famiglia.
E per il vostro ego, naturalmente, che comunque con la famiglia ha a che fare: perchè un genitore realizzato è un genitore felice e un genitore felice produce figli sereni.

Ora però vi chiediamo di fermarvi un attimo.
Guardate il vostro orologio. Va bene anche quello dell’iphone.
Vedete le lancette che ticchettano? Vedete i numerini che cambiano?

Quello, Signori, è tempo che passa e che non tornerà indietro.

Ad ogni ticchettio, ad ogni cambio di cifra sul display, voi siete un poco più vecchi, i vostri figli sono un poco più grandi ed ogni singola stella ha disperso per combustione un poco più di sè nell’universo.

Il tempo scivola via mentre siete alla rincorsa di un progetto, una carriera, uno sponsor o un’idea; il mondo intorno a voi – il vostro – cambia e voi ve lo state perdendo. E se della maggior parte delle cose del mondo probabilmente non ve ne frega, nè ve ne fregherebbe neanche se aveste la ventura di potervene stare lì a contemplarlo, di una cosa – ne siamo certe – vi interessa e vi interesserebbe anche di più, se vi rendeste conto realmente di quanto vi state perdendo.

Passa in fretta il momento della tetta o del biberon, passano in fretta i primi esperimenti ritti su due gambe, passano in fretta i pannolini e le parole fatte tutte della stessa vocale e della stessa consonante ripetute ad oltranza e che la madre dei vostri figli, inspiegabilmente, comprende neanche fosse una lingua codificata.
Passano certi sguardi adoranti e passa il periodo in cui si lasciano riempire di baci.
Ed esattamente come le lancette e le cifre sul display, non tornano più indietro.

Siete certi che ve le volete perdere? Siete certi che ne valga la pena?

Non vi stiamo rimproverando di niente, vi stiamo avvisando, vi stiamo proteggendo: voi tutto quel bello ve lo meritate esattamente quanto noi madri, non lasciate che le vostre sovrastrutture vi convincano che non ne avete bisogno, che sono cose “da femmine”, cui solo le madri son deputate, per nautura e per cultura. Vi hanno fregati per secoli, voi padri, relegandovi al ruolo di Generali di un’armata in cui in realtà comandavano Colonnelli in gonnella e vi hanno convinti che fosse una posizione persino conveniente.

Ora cambiate, ribellatevi: riprendetevi quel che è vostro.

Non fatelo per quella rompipalle che vi accusa che non ci siete mai e che lei deve fare tutto da sola e che non ce la fa più e che sono anche figli vostri.
Non fatelo per quei bambini che con sguardo languido vi chiedono di tornare presto e di giocare ancora un po’ con loro.
Non fatelo per spirito d’abnegazione, nè per obbligo morale.
E non fatelo neanche perchè contribuirebbe ad eliminare le discriminazioni di genere e i conflitti tra maternità e lavoro.

Fatelo per voi.

Fatelo per gli altri padri e futuri tali, che possano godere di una nuova mentalità che voi stessi avrete contribuito a diffondere: quella per cui anche i papà hanno obblighi e diritti, il primo dei quali è di avere la possibilità di tornare a casa in tempo per cenare con i propri figli e metterli a letto.
Fatelo per i vostri figli maschi che si confronteranno con un ruolo di padre da protagonista e non più da comprimario.
Fatelo perchè è sexy: perchè non c’è niente di più eccitante di un uomo che sappia sporcarsi le mani, soprattutto se se le sporca cambiando un pannolino.

(e poi avrete tutta l’adolescenza per fuggire il più a lungo e lontano possibile da quei mostri che ripetono “che palle” con la stessa frequenza con cui oggi sussurrano: “papà, ti voglio bene”)

firmato: le Madri passate, presenti e future.

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  • Roberta febbraio 3, 2014 at 3:16 pm

    approvo! Brava Silvia…bellissima lettera…da stampare e distribuire in giro…a tutti i papà e a tutti coloro che si reputano tali ma poi hanno sempre il tempo contato e non si rendono conto di cosa si stanno perdendo…e il tempo non li aspetta…scorre inesorabile e non si potrà purtroppo recuperare! Fermiamoci un attimo…e con qualche sacrificio facciamo qualcosa tutti insieme! Siamo o non siamo una famiglia! un abbraccio stellina!

    • Silvia A. febbraio 3, 2014 at 10:43 pm

      Grazie Roby <3
      Sto vedendo che in molti hanno contribuito a diffonderla, sono felice!
      un bacio

      S

  • mamma avvocato febbraio 5, 2014 at 11:13 am

    Troppo, troppo bella!
    E aggiungerei che vale anche per molte madri, per ricordarci che no esiste solo il lvaoro, anche quando lo stipendio è indispensabile e/o la carriera ci piace!

    • Silvia A. febbraio 5, 2014 at 12:45 pm

      Verissimo. E’ indirizzata ai padri per il solo motivo che le donne hanno una maggiore tendenza a mettere le priorità nell’ordine “giusto”. E purtroppo in virtù di questo vengono lasciate a casa dal lavoro.
      Se invece le esigenze familiari incidessero ugualmente sui due sessi, le discriminazioni sarebbero, se non impossibili, più difficili.

  • Adriana_Ricominciodaquattro febbraio 5, 2014 at 12:04 pm

    Amica questo post è bellissimo e finisce direttamente nei the best di martedì. Ovviamente condivido sulla bacheca di un papà che forse deve leggere…
    bacio

    • Silvia A. febbraio 5, 2014 at 12:47 pm

      Tu non ci crederai ma ti ho pensata, e ho pensato a certe whattsappate di cui tu ben sai, mentre scrivevo…
      Sono super onorata di finire nel best of!
      <3

  • emmanuelecon2m febbraio 6, 2014 at 6:54 pm

    Ma daiiii, mi stavo dimenticando della mia amica puntozero! Ho nominato il tuo blog per questo Liebster Award. Clicca qui per saperne di più http://emmanuelecon2m.wordpress.com/2014/02/06/liebster-award-questo-blog-non-e-male-piacetevelo/

    • Silvia A. febbraio 7, 2014 at 1:06 pm

      Wow!! …ma grazie!
      … Ci vado subito!

  • Il mattino ha l’oro in bocca | meduepuntozero febbraio 12, 2014 at 9:30 am

    […] Non sono solo gli uomini che devono cambiare, è tutto il sistema. […]

  • vittore febbraio 12, 2014 at 7:11 pm

    Complimenti! Bel post… io sono un papà che non lavora troppo (e me ne vanto) …. mia moglie è un po’ in quella categoria… capita, siamo nelle pari opportunità o no? Comunque mettere le cose nel giusto ordine è molto personale… non è detto che sia una peculiarità più femminile e meno maschile… i fatti dimostrerebbero il contrario ma più scorre il tempo e la società muta mi pare di scorgere alcune variazioni sul tema (mamma che lavora troppo… ad esempio). Grazie per la riflessione!

    • Silvia A. febbraio 12, 2014 at 8:07 pm

      Grazie dei complimenti!
      Ovviamente la questione vale allo stesso modo per le mamme che lavorano troppo. Il post è indirizzato agli uomini perchè la casistica dimostra che sia una tendenza più maschile, quella di rinunciare al bene prezioso del tempo coi figli a vantaggio della “carriera”. Sono consapevole che esistano molte eccezioni e sono felice di ospitarne una tra i commenti di questo blog.
      Torna spesso a trovarmi!

      Grazie a te dello scambio.
      S

  • squa febbraio 13, 2014 at 6:20 am

    ” non fatelo neanche perchè contribuirebbe ad eliminare le discriminazioni di genere e i conflitti tra maternità e lavoro.”

    “Fatelo per gli altri padri e futuri tali, che possano godere di una nuova mentalità che voi stessi avrete contribuito a diffondere: quella per cui anche i papà hanno obblighi e diritti, il primo dei quali è di avere la possibilità di tornare a casa in tempo per cenare con i propri figli e metterli a letto.”

    Sacrosante parole! !!! 

    • Silvia A. febbraio 13, 2014 at 10:19 am

      🙂

  • babbonline febbraio 13, 2014 at 8:14 pm

    Tutto vero!

    • Silvia A. febbraio 14, 2014 at 11:07 am

      detto da un papà poi…
      🙂

  • Come diventare una blogger di successo | meduepuntozero febbraio 17, 2014 at 9:34 am

    […] una figata pazzesca. Vi dirò di più, sono convinta che dia assuefazione. Recentemente la mia Lettera ad un papà che lavora troppo è stata parecchio condivisa, è diventata virale e le statistiche del sito si sono impennate per […]

  • Come diventare una blogger di successo | meduepuntozeromeduepuntozero giugno 4, 2015 at 11:43 am

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  • Come diventare blogger di successomeduepuntozero giugno 4, 2015 at 11:46 am

    […] una figata pazzesca. Vi dirò di più, sono convinta che dia assuefazione. Recentemente la mia Lettera ad un papà che lavora troppo è stata parecchio condivisa, è diventata virale e le statistiche del sito si sono impennate per […]