to be a citizen, to be a mom

Il mattino ha l’oro in bocca

Febbraio 12, 2014

dodo_mattina_presto
Sono le 20:42 esatte mentre mi metto a scrivere questo post: abbiamo già mangiato, sparecchiato, sistemato la cucina, fatto l’aereosol a Cecetta, letto la storia alla Dodo e messo a letto entrambe. Per la verità ho anche fatto in tempo a scrivere un paio di e-mail di lavoro e a concludere un inserimento dati di un sito su cui sto lavorando.
E ora mi rilasso.

Come è possibile?, direte voi. Ma che brava, ma come fa?

Abbiamo cenato alle 18:30. Lo facciamo ormai da diversi mesi, più o meno da quando la Dodo ha iniziato la Scuola Materna e Cecetta l’Asilo Nido, e noi abbiamo iniziato a fare i conti con due bambine troppo stanche, troppo presto.
Cenavamo presto, secondo i nostri canoni, ma la routine-nanna era lunga e arrivavamo a metterle a letto alle 21:00, se tutto filava liscio, e per quanto ci sembrasse presto, non lo era mai abbastanza. Loro non soddisfacevano il fabbisogno di sonno e noi eravamo stressati, trafelati e non si riusciva mai a vedere un film, nè a dire due parole, nè a farsi gli affari propri per un tempo sufficiente a distendere i nervi, dopo cena.

L’idea mi è venuta come una folgorazione, grazie alla mamma di un amichetto di Dodo, che un giorno mi ha detto: “I mei alle 19:45 devono essere a letto, se no dan di matto loro e do di matto io. Li faccio mangiare alle 18, o anche prima, se li vedo troppo stanchi”.

Ma infatti, ho pensato. Ma chi l’ha scritto che non si può?

E così ho cambiato ritmo; alle 17:00 arrivo a casa dal giro delle prese a scuola e si comincia: bagnetto, doccia, pigiama, cucinare. Alle 18:30 siamo a tavola, alle 19:30 abbiamo già sparecchiato.

Geniale. Fantastico.

Siamo liberi! Liberi capito? Liberi! Una serata intera, tutti i giorni, tutta per noi, per decomprimere. E le bambine si fanno 11 ore e mezza di sonno tutte le notti, come da manuale.

Sono così entusiasta che vorrei fare proselitismi all’asilo, in ludoteca, all’oratorio, alle feste di compleanno!
Sono illuminata dalla Verità, dopo anni ad annaspare nel dubbio, ed ora non posso tenermela tutta per me: vorrei parlare con tutti i genitori di figli piccoli, vorrei convincerli che si può fare e che è giusto, è fisiologico! E vorrei mostrar loro come anche la loro vita può migliorare, così come è migliorata la mia!

Ma poi mi fermo un attimo e mi rendo conto che non si può.

Noi siamo fortunati. Noi abbiamo orari particolari: io lavoro in proprio e quindi godo di una certa flessibilità, Maritomio lavora quando tutti gli altri dormono e la cena così presto fa gioco anche a lui, che è sempre a casa nel tardo pomeriggio.
Ma tutti gli altri? Tutti gli altri che lavorano in ufficio e arrivano a casa alle 18:30, quando va bene? Per adottare una routine del genere, dovrebbero delegare alla baby sitter, o alla nonna tutta la routine cena/nanna, e ridurrebbero a pochi minuti il tempo da spendere quotidianamente con i loro bambini.
E io sinceramente non mi sentirei di suggerire a nessuno una simile rinuncia.

Però non è assurdo? Abbiamo sovvertito l’ordine delle stagioni, dei venti, delle maree e dei cicli climatici in nome del progresso, e ora lasciamo che il lavoro sovverta persino il bioritmo dei nostri bambini.
Perchè diciamocelo, il bioritmo dei piccoli è quello lì: pranzo h. 12:00, cena h. 18:00, nanna h. 20:00, minuto più, minuto meno. Solo che non è compatibile con il lavoro, non qui.
Negli USA, sì. In Trentino, sì. In Svizzera, sì. Ma qui no.

Quando lavoravo da dipendente, la gente in uffico arrivava alle 9:30-9:45, si sedeva al computer e con calma si disponeva al lavoro. Io stessa facevo così: me la prendevo comoda, perchè la mattina non succedeva mai nulla, era il momento per carburare.
I capi arrivavano alle 10:30, senza fretta. Appena prima di pranzo si ricordavano di essere al mondo e solo allora se ne venivano con le prime istanze della giornata. Intanto la mattina era finita e si andava a mangiare.
Il momento più attivo della giornata, quello in cui si vedevano comparire personaggi in visita per incontri d’affari, in cui si sentivano telefonate concitate dietro le porte, in cui arrivavano le commesse più corpose da parte dei superiori, era proprio la fascia oraria tra le 14:00 e le 17:00 (e quanti pranzi consumati in ufficio, dopo mattinate relativamente tranquille poi esplose in un caos primordiale senza un congruo preavviso – così, out of the blue).
Le 17:00 poi era l’orario classico della Riunione. Io adesso alle 17:00 sto già mondando verdure, per dire.
Quando andava bene la Riunione finiva entro l’orario lavorativo, ma dopo una Riunione c’è sempre qualcosa da fare e quindi lo si sforava.
Se le Riunioni erano strategiche poi (una gara! una presentazione! uno shooting! OMG! OMG!), non erano che il preambolo di una nottata in ufficio. Quanti taxi presi dopo le 22:00, sui quali attraversavo stravolta il centro luccicante, già apparecchiato per una nottata mondana mentre io, con gli occhi appiccicati, desideravo solo il mio divano!

Non nego che tutta quella adrenalina tenesse vivi. O almeno desse l’illusione di esserlo: perchè poi, in realtà, la tua vita si consumava fuori dall’ufficio, in tua assenza.

Ora che vedo le cose da una prospettiva diversa, non ci vedo più niente di bello in quelle mattinate che si trascinavano lente, dentro l’ufficio semi deserto inondato della luce più bella.
La mattina è fatta per lavorare, lavorare sodo. Il pranzo è fatto per pranzare, ma si può persino sacrificare, in nome di un’efficienza che porti a “farsi cadere la penna dalle mani” all’orario giusto. Ad-un-orario-giusto.

Non sono solo gli uomini che devono cambiare, è tutto il sistema.

Solo se restituissimo a noi stessi i ritmi che ci sono propri, potremmo restituire ai nostri figli il bioritmo per cui sono programmati, alle mamme il diritto di essere tali, ai padri il ruolo che si sono fatti scippare per secoli, ai creativi il diritto di far prendere aria al cervello fuori dalle mura dell’ufficio, ai giovani il diritto di scriversi la vita ed ai vecchi il diritto di stare seduti a ricordarla, con la certezza di una pensione.

And that’s all I have to say about that.

il_mattino_ha_l'oro_in_bocca e non solo quello

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    Silvana - Una mamma green Febbraio 12, 2014 at 12:14 pm

    Parlavo col socio proprio di questo, un paio di giorni fa. Noi siamo dei privilegiati, io lavoro da autonoma e lui entro le 17.30 è a casa. Privilegiati, ma anche consapevoli di aver fatto delle scelte (e delle rinunce) professionali ed economiche per godere di questo TEMPO con nostro figlio. C’è chi non può scegliere neanche quello, comunque…E io, se rientrassi alle 20 dal lavoro, farei di tutto per passare almeno un po’ di tempo con la mia famiglia! Detto questo, però, qui a sud le 18.30 sono davvero un orario da ospedale 😀 Io potrei morire di depressione, oltre ad arrivare affamatissima all’ora del letto! E poi di pomeriggio c’è già parecchia luce, mi piace goderne insieme a mio figlio (che però, va detto, è ancora piccolo). Diciamo che le 19.30/20 sono il nostro compromesso 😉

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      Silvia A. Febbraio 12, 2014 at 2:38 pm

      So che al sud avete ritmi diversi, io sono figlia di un siciliano e di una lombarda, pertanto ho sempre cenato alle 20: il giusto compromesso fra i due mondi. Anche per me cenare prestissimo significava massimo alle 19:30, e anche io lo ritenevo un orario da ospedale. Però ho fatto di necessità virtù. In questo modo i tempi non sono sacrificati, mangiamo con calma, leggiamo storie e accompagnamo le bimbe alla nanna seguendo i ritmi di sempre. Ho solo “cambiato fuso orario” 😉
      Bisogna dire che queste esigenze sono nate anche dallo scontro con i ritmi dell’asilo: al nido pranzano alle 11:30, alla materna alle 12:00. Per far tirar loro le 19:30 bisognava somministrare una merenda extra alle 17, poi però magari non cenavano volentieri. Poi ovviamente in estate è diverso, torneremo a cenare alle solite ore, ma ci sveglieremo anche più tardi! E poi non vedo l’ora che si allunghino le giornate e si aggiusti il clima: allora il giro al parco dopo la scuola non ce lo leverà nessuno. Preparerò la cena in anticipo, e arriveremo a casa alle 18:30, giuste giuste per lavarci e cenare!
      Insomma, ho cambiato tutta la mia routine e anche l’ordine di idee, ma ci stiamo tutti guadagnando in salute!
      (certo, noi possiamo….)
      S

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        Silvana - Una mamma green Febbraio 12, 2014 at 3:43 pm

        Ecco spiegato il tuo cognome bellissimo! 😉

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          Silvia A. Febbraio 12, 2014 at 4:31 pm

          uhm….bello non so, siculo: miiiiiii quant’è siculo!!

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    mamma avvocato Febbraio 12, 2014 at 3:44 pm

    che dire…da quando il nano ha iniziato l’asilo nido, ormai quasi 18 mesi fa, sono stata costretta mio malgrado a rivedere gli orari di lavoro e a cenare alle 18.45/19.00. Anche così, la nanna non arriva prima delle 21.30, perchè finisce che dopo cena si gioca insieme.
    La mattina, sveglia alle 6.30 e in ufficio prima delle 8.30, operativa. Il rpoblema è che i clienti continuano a chiedere appuntamenti dopo le 18.00 e clienti e colleghi a telefonare alla stessa ora e se tu sei già a casa e se ne accrogono (ovviamente il nano ural sempre, in quel frangente), fai la figura della scansafatiche mamma che non fa nulla.
    Come se essere bravi professionisti significasse essere in uffio alle 19.00 e non arrivare presto e saltare il pranzo…lotto con i pregiudizi.
    Ante nano non cenavo mai prima delle 20.00, mentre l’Alpmarito, in Valle d’Aosta, ha sempre cenato alle 19.00, forse grazie alla mamma insegnante.
    Continua così…cambiamo noi i ritmi e prima o poi saranno costretti anche gli altri, no?!Io ci spero!

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      Silvia A. Febbraio 12, 2014 at 4:30 pm

      Come mi fanno arrabbiare questi racconti! Quanta ingiustizia verso le mamme nel mondo del lavoro!
      🙁

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    mamma avvocato Febbraio 12, 2014 at 3:44 pm

    oddio quanti errori, presa dalla foga..scusa!

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      Silvia A. Febbraio 12, 2014 at 4:31 pm

      tranquilla, vedessi me quando scrivo dall’ipad!!

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    mamma avvocato Febbraio 12, 2014 at 5:53 pm

    Un premio per te, se ti va: http://mammavvocato.blogspot.it/2014/02/un-premio-dal-web-molto-gradito.html
    Mi sono permessa di linkare e citare dei tuoi post, perchè mi sono piaciuti molto, spero non ti dispiaccia!

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    Gigia Febbraio 12, 2014 at 8:38 pm

    Reblogged this on La maestra Gigia and commented:
    E voi a che ora mettete a nanna i vostri piccoli?

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    zuccazoe Febbraio 12, 2014 at 10:40 pm

    Parole sante.
    La normalità è diventata “anormale” in un mondo che corre senza sapere nemmeno dove…

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    Robin :D Febbraio 13, 2014 at 10:39 am

    D si alza alle 6.30, alle 7.30 è a scuola. Io lavoro dalle 8.30 alle 15.30 ma con un’ora di pausa pranzo e un’ora per andare e un’altra ora per tornare dall’ufficio.
    Il mio compromesso è essere a tavola alle 19.30 e alle 21 a letto.
    Il Capitano ha orari assurdi e quindi se c’è bene, se no tengo in caldo.
    Quell’ora e mezza per me, per noi è oro!

    Quando sono ritornata dal lavoro i colleghi hanno faticato ad abituarsi al fatto che al pomeriggio/sera non ci fossi più, ma poi sono diventati più operativi, mi mandano le mail e sanno che al mattino parto in quinta e svolgo il tutto 🙂
    È vero, bisogna cambiare paradigma. Ognuna di noi è una goccia che speriamo diventi un mare!

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      Silvia A. Febbraio 13, 2014 at 12:21 pm

      Speriamo che goccia a goccia cambino davvero le cose!
      🙂

  • Blog Story: da mamma a mamma | meduepuntozero Luglio 24, 2014 at 9:30 pm

    […] mezzo c’è stata anche una riflessione sul fatto che i ritmi imposti dalla società così come la conosciamo oggi, non siano fisiologici per i bambini (e forse neanche per gli adulti) e su come non ci aiutino per niente nella strenua lotta per far […]