to be me

Genesi di una giornata storta

aprile 10, 2014

primavera ma è una giornata storta

E’ primavera. Da qualche giorno non è più necessario indossare la giacca la mattina, quando si esce di casa, o forse sono io che sono sempre trafelata e mi scaldo così. Comunque si sta bene, gli uccellini cantano, gli alberi fioriscono, le foglioline colorano di verde chiaro le fronde degli alberi sui viali: tutto sembra – forse è – incredibilmente più facile.
Tutto lavora per portarci su: il clima, la natura, gli ormoni e i neuro trasmettitori che in questa stagione scorrono più fluidi.

Eppure un lunedì può comunque diventare un maledetto lunedì, nonostante tutto.

Metti che la mattina, prima di uscire di casa, cerchi gli occhiali da sole e non li trovi, cerchi il giubbotto della bambina più piccola e non lo trovi; esci comunque, perché se no fai tardi, meno male che fa caldo e per gli occhiali poi si vedrà: saranno in qualche tasca…

Porti le bambine a scuola e cominci a frugare le tasche, la borsa ed ogni pertugio dell’auto ma gli occhiali non ci sono. Tuo marito ti illude: “sono incastrati tra i sedili!”. E tu provi sollievo, anche perché nel frattempo il giubbotto lo hai trovato (anzi, lo ha trovato la signora delle pulizie) e sembra davvero tutto volgere al meglio.
E invece no, perché c’è la custodia ma gli occhiali no e questo non è mai un bel segno.

Prosegui nelle tue attività quotidiane con un tarlo nel cervello, perché tu hai una specie di maledizione degli occhiali da sole: non ne hai mai perso uno, finché non ne hai comprati di quelli che costano più di 100€ al paio.

Arrivi in ufficio e provi a mandare delle mail di lavoro molto urgenti, ma la posta di Aruba non funziona. Provi a cambiare le impostazioni del client, anche se potresti comodamente accedere da webmail, ma tu VUOI che funzioni, PRETENDI che funzioni almeno la posta elettronica, visto che già hai perso gli occhiali ed hai perso tempo a cercarli senza risultato e non ne vuoi perdere più.

Passi quasi un’ora del tuo tempo a cercare di risolvere il problema con la posta, ci riesci, ma intanto ti sei innervosita e vuoi cambiare provider perché non è possibile che una cosa che DEVE funzionare non funzioni e ti faccia perdere tempo prezioso!

(La webmail era lì, alla tua portata, ma quando entri in quel genere di tunnel non ne esci tanto facilmente)

Torni a casa, pranzi, ti prepari per andare dal fisioterapista perché hai la schiena a pezzi e le ossa sbilenche a causa delle gravidanze, ti avanza mezz’ora e cosa fai? Cominci a ricostruire il percorso che hai fatto dall’ultima volta che sai di avere indossato gli occhiali, cioè venerdì mattina, e cominci a telefonare a tutti i negozi in cui sei stata, agli asili e ai bar.
Dei tuoi occhiali nessuna traccia, ovviamente.

E allora via con le imprecazioni e le maledizioni, e le invettive contro il prossimo che quando trova un oggetto perduto, invece di cercare di restituirlo al legittimo proprietario, se lo intasca e lo fa suo.

Nel frattempo ti è passato l’orario e quando ti metti finalmente in macchina ti rendi conto che:

A. Piazza De Angeli non è proprio così vicina come te la ricordavi;

B. La circonvallazione esterna è l’arteria in assoluto più incasinata di Milano.

Fai tardi all’appuntamento e ti sei dimenticata a casa i soldi: la perfetta conclusione di una perfetta giornata storta.

E hai fatto TUTTO da sola.

primavera

Infine la sera, riguardando le foto della festa della Dodo, ti rendi conto che gli occhiali li avevi in testa almeno fino a sabato pomeriggio, e che quindi hai sprecato tempo e telefonate mentre loro se ne stavano, con ogni probabilità, in mezzo alla ghiaia, nel cortile del Mulino dell’Abbazia di Chiaravalle, dove forse li troverà un monaco e forse, in virtù dei suoi voti, cercherà di restituirteli.

O forse li ha trovati la scolaresca che era lì ieri in gita, e allora ciao.

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  • acciaio73 aprile 10, 2014 at 11:02 am

    Tranquilla.
    Sono con i miei. Vagolano insieme uniti nel modello e nella marca. Lontani da noi. Alla ricerca del paradiso degli occhiali persi (due porte più giu degli ombrelli e tre rispetto ai calzini)

  • Tutto quello di cui non mi devo preoccupare. | meduepuntozero giugno 30, 2014 at 11:28 pm

    […] Ho detto guastarti? Non esageriamo: diciamo che ti fanno partire col piede sbagliato. […]