to be a citizen

Bambini dimenticati in auto.

maggio 14, 2014

Sabato faceva un caldo impressionante. Insolito per questo periodo dell’anno: afoso e appiccicoso che mozzava il respiro. Siamo stati ad una festa di paese, fuori città, e quando siamo scesi dalla macchina le bimbe avevano le magliette fradice e i capelli appiccicati sulla nuca.

E’ cominciata quella stagione maledetta in cui, se dimenticato in auto, un bambino, un cane o qualsiasi essere vivente non sopravvive a lungo.

Proprio il giorno prima, sui giornali, era fresca di stampa la notizia dell’assoluzione del padre del bimbo di Piacenza che un anno fa fu dimenticato in auto e morì asfissiato dentro un abitacolo diventato un forno: “il padre fu vittima di un’amnesia”.
Meno male, almeno una croce gliel’hanno levata di dosso a quel pover’uomo. Perchè in queste storie le vittime sono sempre almeno due: il bimbo “dimenticato” e il genitore “dimentico”.

Voi sopravvivereste al rimorso? Io non lo so.

Voi vi sentite immuni da una dimenticanza del genere? Io no.

Non ho poca fiducia in me stessa ma penso che se è capitato a loro, che hanno tutta l’aria di essere persone normali, perchè non potrebbe capitare a me?

D’altra parte, vi è mai successo di avere un “falso ricordo”, che vi ha fatto riscrivere una parte del vostro passato recentissimo in maniera diversa da come si era realmente svolta, facendovi, per esempio, cercare un oggetto laddove non l’avevate realmente lasciato, ma dove pensavate di averlo fatto?

E’ vero, un bambino non è un oggetto, ma la mente ci può trarre in inganno comunque. Non sono meccanismi che controlliamo, specie sotto stress, sotto pressione o se eccessivamente stanchi: tutte condizioni non proprio rare, fra i genitori di figli piccoli.

E poi c’è dell’altro: c’è una società in cui l’esistenza stessa dei bambini sembra non venire presa in considerazione se non da certe “startup innovative”, da certi bar fighetti con l’angolo ricreativo e il fasciatoio a ribalta che pende dal muro del bagno disabili, l’unico in cui abbiano trovato spazio per infilarcelo.
I bambini vagolano in un mondo che non è a misura loro e che ha tutta l’aria di non conoscere nè loro nè le loro abitudini o esigenze.
I bambini fanno cose strane: urlano e fanno i capricci quando sono stanchi, anche in luoghi pubblici e senza pudore, si sporcano e sporcano parecchio quando mangiano, specie se sono costretti a farlo su sedute non idonee alle loro dimensioni; alcuni di loro non hanno il controllo dei propri sfinteri e usano il pannolino, al posto del bagno.
I bambini, nelle nostre città, non possono prendere un taxi, o andare in autobus in sicurezza.
Nei ristoranti, quando li prendono in considerazione, è previsto che non mangino altro che patatine fritte e cotoletta (pagati a peso d’oro, fra l’altro), e se non hanno ancora facoltà di masticare, possono anche morire di fame.

Potrei continuare. Continuo?

Alzi la mano chi, dovendo comunicare al capo di essere incinta, non ha sentito le gambe molli e un forte senso di nausea stringere le budella.
Alzi la mano chi non si è sentita in colpa tutte le volte che ha dovuto chiamare in ufficio e dare buca, perché aveva il bambino malato.
Alzi la mano chi, pressata da una telefonata di lavoro fuori orario di ufficio, ma naturalmente urgente, urgentissima, non ha passato minuti e minuti a discutere dell’emergenza di turno, con il figlio seduto in macchina a guardare dal finestrino e parlare da solo, o attaccato alle gambe che pretende attenzioni e, nella migliore delle ipotesi, riceve solo intimazioni a tacere perchè “Mamma/Papà sta parlando al telefono!!”.
(Che poi non sono quasi mai vere emergenze, ma solo ansie inutili, avete notato?)

Senza un lavoro non si possono mantenere i figli, questo è vero. Ma è giusto che quel lavoro prenda il sopravvento e diventi più importante di loro?
E’ giusto che una riunione valga più di un essere umano, nella nostra personale e nella scala di valori del “Mondo del Lavoro”?

E ci stupiamo se siamo una civiltà al declino?

E ci stupiamo che un papà, pressato dal ritardo fisiologico di ogni genitore con figli piccoli al seguito la mattina presto, incalzato da telefonate di lavoro fuori orario, da piccoli o grandi beghe familiari, dal fisco, dai vigili urbani e dalle bollette, si dimentichi del figlio dormiente in auto e, convinto di averlo lasciato a scuola, corra al lavoro a risolvere l’ennesima “emergenza” da cui (è quello che ti portano a pensare) dipende la vita e la morte di non si sa bene chi?

Sembra sempre che ne vada della vita di qualcuno e invece poi non muore mai nessuno, in quegli uffici. Ma in auto, sotto il sole sì.

E io non dico che il lavoro non sia importante, e che sia giusto marinare l’ufficio al primo raffreddore del bambino: dico solo che si è perso il senso delle cose, si è perso il valore delle persone ed il rispetto per il prossimo, quale che sia la sua età.
E, in ultima analisi, il buon senso.

You Might Also Like

  • Silvana - Una mamma green maggio 14, 2014 at 12:09 pm

    Condivido ogni virgola. E prego che non accada mai a me o alla mia famiglia. In giro ho letto consigli utili per non rischiare: lasciare la borsa da lavoro o il cellulare sul sedile posteriore, accanto al bambino, ad esempio. In attesa (vana?) che la società si adegui.

    • Silvia A. maggio 14, 2014 at 12:28 pm

      Si le ho lette anche io. E se ti “dimentichi” di lasciare la borsa accanto al bimbo?

      Forse obbligare i nidi e gli asili in genere a chiamare i genitori se il bimbo non si presenta a scuola?

    • infantreminder maggio 15, 2014 at 3:15 pm

      Forse la fretta, forse i pensieri che angustiano ogni adulto, hanno distratto migliaia di genitori in tutto il mondo causando immani tragedie e lo stillicidio dei bimbi dimenticati nei veicoli.
      Realizzata a Messina, Infant Reminder è la prima applicazione al mondo, per smartphones e tablets, totalmente gratuita e utilizzabile in tutto il mondo, in grado di scongiurare il pericolo di dimenticare i bambini nei veicoli.
      Prelevala gratuitamente dal sito ufficiale http://www.infantreminder.com/ oppure da App Store o Google Play.

  • Roberta maggio 14, 2014 at 12:56 pm

    sagge parole…condivido anch’io tutto. Mi ritrovo in tutto ciò che scrivi…ho il bimbo da 3 giorni che vomita e solo oggi sono riuscita a incastrare, bada bene, dopo il lavoro, una visita dalla pediatra. Ieri in ufficio mi son fatta un pianto paranoico perché mi sentivo in colpa per averlo lasciato ai nonni e io in ufficio fino alle 19 soffrivo come un vitello sgozzato per non essere stata con lui.
    E ho detto tutto.
    Io ho la Smart per fortuna…e il bimbo ce l’ho sempre affianco…
    ma non punto il dito verso quei genitori che presi dagli impegni quotidiani si siano dimenticati di loro in macchina. E’ una verità che fa male a tutti…ma a tutti potrebbe succedere!
    Ho visto di recente che pubblicizzavano un nuovo allarme da installare in macchina in caso si dimenticasse il pupo sul seggiolino. Magari la tecnologia potrebbe aiutare noi genitori stressati a non perdere la testa e a non perdere i figli in auto.
    un bacio Silvia!

    • Silvia A. maggio 14, 2014 at 12:58 pm

      senz’altro la tecnologia sarebbe fondamentale, e quella arriverà presto. Ma per acquistare modelli di auto super sicuri, seggiolini avanguardistici etc…ci vogliono i soldi…. 🙁

      • infantreminder maggio 15, 2014 at 3:13 pm

        Forse la fretta, forse i pensieri che angustiano ogni adulto, hanno distratto migliaia di genitori in tutto il mondo causando immani tragedie e lo stillicidio dei bimbi dimenticati nei veicoli.
        Realizzata a Messina, Infant Reminder è la prima applicazione al mondo, per smartphones e tablets, totalmente gratuita e utilizzabile in tutto il mondo, in grado di scongiurare il pericolo di dimenticare i bambini nei veicoli.
        Prelevala gratuitamente dal sito ufficiale http://www.infantreminder.com/ oppure da App Store o Google Play.

  • mamma avvocato maggio 14, 2014 at 5:46 pm

    Condivido tutto, tutto. E neanche io penso che quei genitori siano “anormali” o che a me non potrebbe mai capitare. Potrebbe, non deve ma potrebbe.
    Purtroppo la tecnologia aiuta ma non può tutto: pensa ai seggiolino auto di tutti i tipi che ci sono in commercio, con prezzi vari, e a quanti genitori non li usano ancora!
    Quanto ad autobus e taxi, io non riesco a spiegarmi perchè i pulmann, almeno di linea o per le gite scolastiche non debbano essere obbligati ad avere le cinture, come le auto (per tutti, mica solo per i bambini) e perchè non esistano taxi con seggiolini o autobus con uno o due posti con cinture speciali per infanti…basterebbe una legge ad hoc, ma si sa, le leggi intelligenti non le fa nessuno.

  • infantreminder maggio 15, 2014 at 3:11 pm

    Forse la fretta, forse i pensieri che angustiano ogni adulto, hanno distratto migliaia di genitori in tutto il mondo causando immani tragedie e lo stillicidio dei bimbi dimenticati nei veicoli.
    Realizzata a Messina, Infant Reminder è la prima applicazione al mondo, per smartphones e tablets, totalmente gratuita e utilizzabile in tutto il mondo, in grado di scongiurare il pericolo di dimenticare i bambini nei veicoli.
    Prelevala gratuitamente dal sito ufficiale http://www.infantreminder.com/ oppure da App Store o Google Play.