to be me

Senza pelle

maggio 24, 2014

Non so a voi, ma da quando sono diventata madre, le brutte notizie mi trapassano con una violenza mai sperimentata prima, come se fossi senza pelle.

Rifuggo dai TG e dai rotocalchi che cavalcano drammi e tragedie a scopi di audience, e mi proteggo da tutto ciò che ci viene propinato gratuitamente, facendo leva sulle curiosità più morbose e sui pruriti più viscidi degli esseri umani.

Un dramma ha il potere di sovvertire l’ordine delle cose, capovolgere e riscrivere le vite di coloro sui quali si abbatte. E non c’è proprio niente da guardare. E non c’è proprio niente da essere curiosi.

Pensa capitasse a te.

A volte però i drammi ti vengono a bussare alla porta e non è che li puoi chiudere fuori.

Mentre scrivo, proprio in questo istante, sta iniziando il funerale di Melissa, una ragazza di 32 anni, con cui ho condiviso il paese in cui siamo cresciute.
Ma non è tanto quello che me la rende vicina: ciò che ci accomuna è l’essere mamme di bimbi piccoli, bimbi che frequentano ancora la scuola materna e che dalla mamma dipendono e traggono la forza, il sorriso e gli strumenti per crescere (quelli emotivi, se non altro).

In questi ultimi anni ho visto e sentito di tante giovani donne malate di tumore, come lo era Melissa. Vicine, lontane; famose, sconosciute; amiche, nemiche.

Ho sentito storie a lieto fine, di quelle che ti insegnano tanto della vita e che ti fanno pensare che, tutto sommato, non tutti i mali vengono per nuocere.
E ho sentito storie in cui il male è arrivato ed ha nociuto e basta, senza un lieto fine, senza una consolazione né un riscatto.

Ci sono donne che hanno fatto gli struzzi con la testa nella sabbia, ci sono quelle che hanno combattuto con la rabbia e quelle che lo hanno fatto con l’ironia. Ci sono quelle che sono diventate più buone e quelle che sono rimaste stronze.

Ci sono le Spora e le Wondy, che non sono solo guarite, ma sono rinate. Ci sono le dure che combattono nonostante tutto, e poi ci sono le Melissa, che hanno fatto tutto quello che era umanamente possibile ma non è bastato.

Melissa era una mamma e una ragazza con un gran sorriso e da ieri non c’è più.

E ora bisogna richiudere la porta, congedarsi dal dramma e andare avanti con la vita di sempre, con i pensieri di sempre e con tutti i sorrisi e gli attimi che a lei non toccheranno più.

E non è una cosa facile da digerire.
ciao_meli

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  • mammaorsacuriosona maggio 24, 2014 at 10:24 pm

    Sono storie che non si vorrebbero mai sentire…e anche per me è così..da quando sono diventata mamma ci sono drammi a cui non riesco a essere insensibile e mi fanno stare veramente male!

  • Mamma avvocato maggio 26, 2014 at 9:49 am

    Purtroppo e’ un pensiero ed un dolore che mi tocca da vicino perché una delle mie migliori amiche, più o meno della stessa età, sta morendo e io mi sento tremendamente impotente e stupida per non sapere apprezzare ciò che ho sempre. Ciò che lei perderà, come Melissa.
    E pensare ai figli della ragazza di cui parli…fa male davvero.