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Roma è bella col naso all’insù

giugno 5, 2014

Roma è bella con il naso all’insù.

Ad ogni svolta, che tu sia in macchina oppure a piedi, ti puoi trovare sovrastato dalla maestosità di qualche costruzione, che ha preso posto e si è imposta in mezzo agli altri palazzi, il cui andamento architettonico, diversamente, la accomunerebbe alle altre città.

Roma è stratificata di civiltà e non se ne ricorda neanche più. Vive il peso quotidiano di quel passato, che porta milioni di turisti a riversarsi su strade inadatte ad accoglierli tutti.
Sperimenta la fatica di un continuo zig-zagare intorno a fosse recintate, piene di pietre e resti di una storia ormai inintellegibile, non fosse per le didascalie.

Roma sono pini marittimi e gabbiani nel cielo, che non sanno di appartenere altrove, al mare, forse ingannati da una flora familiare.

Roma ti sorprende di bellezza e di caos e ti spinge a fantasticare della prossima volta che ci tornerai, prima ancora che te ne sia andato.

Roma ti spezza il cuore con il naso all’ingiù. 

Ad ogni passo, sul selciato irregolare in cui si aprono buche circondate da nastro di plastica e dimenticate, sono macchie scure e residui di petrolio e suole di scarpe.

L’odore di urina ti sorprende ad ogni angolo e non è infrequente individuare escrementi umani in quelli che di notte erano anfratti fra le macchine in sosta e i muri di chiese, palazzi, condomini, senza distinzione di epoca né stile, e che alla luce del sole rivelano i resti di vite disagiate. O forse solo maleducate.

Roma sono ville e parchi riempiti di immondizia di ogni sorta, come se non fossero di nessuno, neanche di quelli che li scelgono come ricoveri notturni.

Roma sono i barboni che irrompono aggressivi in una piazza affollata, accaparrandosi il posto in prima fila davanti ad un cestino dell’immondizia, dove cercano tesori.

Roma sono quegli stessi cestini debordanti e vetri rotti per terra. E poi bicchieri, bottiglie, coppette di gelato e cannucce abbandonate sui davanzali dei piani terra, lungo le strade.

Roma è una moglie la cui bellezza si è data tanto per scontata, al punto di non vederla più; al punto di non amarla come merita di essere amata, al punto di non rispettarla e lasciarla in balia delle orde barbariche cui un tempo insegnava la democrazia, la filosofia, l’arte e la guerra.

Roma è la capitale di una nazione della cui decadenza è il sintomo.

E a vederla così, il cuore si fa in mille pezzi.

 

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  • Zambe giugno 5, 2014 at 11:18 am

    stesse considerazioni fatte da me quest’estate, ma con conclusione opposta. io non partita pensando “cara Roma, non mi becchi più”

    • Silvia A. giugno 5, 2014 at 5:03 pm

      Quella stessa decadenza c’è anche qui, a Milano, c’è a Firenze, a Napoli…c’è ovunque.
      Cosa facciamo? arriviamo al punto di non uscire dalle mura di casa nostra?

      La decadenza comincia sempre dal cuore dell’impero, ma poi arriva anche in periferia.
      Anzi, è già arrivata e mi piacerebbe sapere cosa fare per fermarla.

  • Zambe giugno 5, 2014 at 5:36 pm

    non so…noi ce ne lamentiamo, i romani con cui ho parlato fan spallucce.
    a me ha colpito tanto il fatto che le macchine fossero ovunque, che rovinassero la vista di ogni piazzetta e mi è stato risposto “beh, però è bello poter arrivare ovunque in macchina”.
    no che non è bello! non voglio poter parcheggiare nel colosseo, voglio poterlo ammirare senza soffocare x lo smog!
    l’estate scorsa avevano deviato il traffico dai fori ed invece di complimenti l’amministrazione aveva ricevuto lamentele. a me è sembrato tanto che i palazzinari dei tempi di Nerone avessero proliferato fino ai giorni nostri e che ci sguazzassero con piacere nella decadenza.
    ovviamente, opinione personale di una che a Roma non ci è mai vissuta, attendo speranzosa smentite.
    però per quanto mi riguarda, ci tornerò fra 20 anni, non prima. almeno non mi dovrò preoccupare, mentre ceno all’aperto, che mi stirino la figlia con la macchina!

  • Blog Story: life in pictures | meduepuntozero luglio 22, 2014 at 9:31 pm

    […] vi ho raccontato Roma dal mio punto di vista, piuttosto […]