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Era la mia bici, cazzo.

giugno 11, 2014

“Mi hanno rubato la bici, ieri in centro a Milano. Proprio dietro il Tribunale di Giustizia, ironico no?”

“Uh! Sai che sorpresa!”

“Lo so. Lo sapevo. L’ho detto prima ancora di portarla via dal negozio: cosa la compro a fare, tanto poi me la rubano! E ti dirò di più! L’ho detto persino ieri mattina, prima della sorpresa, scherzando sarcasticamente: chissà se la ritrovo! Avevo tolto il cestino e il seggiolino della bambina. Ora ho cestino e seggiolino, ma non ho più un mezzo per andare a prendere la mia bimba a scuola. Sapessi come era felice quando mi vedeva comparire in bici…”

“Forse non avevi il catenaccio adeguato.”

“Già, è vero. Dovevo prenderne uno più solido. Mi sono fidata del negoziante. Ce ne voleva uno da moto, forse ce ne volevano due. Sai qual è la cosa peggiore di tutte? Che mi sento una stupida io per averla comprata, una stupida per essermene andata in giro così, orgogliosa, sul mio mezzo slanciato, agile, elegante. E fucsia. Così sfacciatamente fucsia. Cosa vuoi che ci faccia? Mi piacciono le cose belle… Anche se fosse stato un catorcio, l’avrei certamente personalizzata e sarebbe stata una perdita comunque, ci sarei rimasta male lo stesso.”

“Dai, non ti devi colpevolizzare. Comprane una a 30 Euro, così almeno se te la rubano….”

“Ma che cazzo dici? Ma non capisci che le bici a 30 Euro sono proprio quelle rubate agli stupidi come me? Non capisci che finchè facciamo questo ragionamento, che guarda solo al nostro orticello, perpetuiamo la piaga? Incentiviamo il ladro, il furbo, il farabutto?!”

“Bhè, cosa vuoi fare? Mica puoi cambiare il mondo tu da sola!”

“No è vero. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare.”

“Il problema è che qui in Italia ormai è uno schifo. Il problema è che per cambiare le cose ci vorrebbe una rivoluzione tanto radicale, da non sapere neanche da che parte debba cominciare. Il problema è che siamo corrotti fino al midollo: ci siamo abituati all’illegalità, al degrado, all’egemonia dei Furbi e questo modo di vivere ci è ormai entrato nel DNA.”

“..E intanto gli Stupidi si fanno rubare le bici e passano due giorni a piangerci sopra. Io me ne voglio andare. Voglio portare via le mie figlie da qui, non voglio che crescano e debbano imparare che le bici non si possono usare per andarci in giro, perchè le rubano. Che le finestre non si possono tenere aperte se fa caldo, perchè ti entrano in casa i ladri. E che non vale la pena essere onesti, perchè non c’è nessun vantaggio, anzi, semmai il contrario.”

“E dove te ne vuoi andare?”

“Non lo so. Via da qui. In un posto dove posso lasciare la bici per strada ed entrare in un negozio tranquilla. Dove so che pago delle tasse per riceve in cambio dei servizi. Dove posso avere un asilo nido gratis o quasi, una scuola decente e pubblica, una certa serenità per quanto riguarda il lavoro. Dove la gente non butta la sua merda per strada. Un posto dove ci si senta responsabili anche di quello che c’è fuori dall’uscio di casa, e non solo di quel che sta al di qua dello zerbino. In un posto così essere derubati sarebbe assai più tollerabile: almeno non mi sentirei una stupida, ma solo una che ha avuto un colpo di sfortuna.

“Ti sentiresti meglio?”

“Forse no, non ora. Ma magari fra due giorni sì, perchè una volta dispersi i fumi dell’arrabbiatura, mi ricomprerei una bici con la certezza che sia improbabile mi ricapiti la medesima sfortuna. Invece ora una bici non me la compro: cosa me la compro a fare? Per farmene rubare un’altra?”

“Ma l’Italia è un bel Paese….”

L’Italia è un bel paese per andarci in vacanza. O per vivere nei palazzi del centro, con i conti correnti a 6 zeri che tanto te ne freghi, tanto 280 Euro di bici sono spiccioli. Tanto a te le strade sotto casa le spazzano 3 volte al giorno, e il camion dell’immondizia passa di mattina presto, mentre dormi ancora: così la mattina quando solchi il marciapiede nelle tue stringate inglesi, o nelle tue Manolo dalle inarrivabili altezze, non ti devi certo preoccupare delle merde di cane o dei vetri rotti. Da me i camion arrivano alle 9:30, e per portare i bimbi a scuola, noi del mondo reale, facciamo la gimcana fra i sacchi deposti di fronte ai portoni dei condomini, o la fila in macchina dietro al camion che blocca la strada per tutta la sua larghezza. Forse avrei preso un taxi, ieri mattina, se non costasse 15 Euro per fare meno di 4 km. O forse no, perchè mentre pedalavo tra le vie del centro, sballonzolando sul pavè, pensavo che in fondo Milano è bella e che, con quel gran caldo, quell’aria in faccia e l’andatura lenta mi rendevano proprio una persona fortunata. Fortunata fino a prova contraria.”

“Cioè?”

” Vivo nell’attesa di una ricompensa, di un riscatto. Mi aspetto che a un certo punto arrivi un segno che mi dimostri che faccio bene a lottare, a costruire fra le macerie. A lottare per rendere la mia vita e quella delle mie figlie migliore e, non da ultimo, per fare presenza QUI con la mia onestà, la mia voglia di fare, il coraggio e la tenacia, la creatività e l’impegno, per rendere questo PAESE un bel posto. Ma quel riscatto non arriva e la fede vacilla sempre più spesso. E mi domando a cosa serva avere studiato, viaggiato, imparato 3 lingue, per poi ammuffire qui: vessata da spese irragionevoli, dimenticata dalla previdenza sociale, buttata via dai datori di lavoro, governata da gente corrotta e circondata da opportunismo e omertà.

Io non voglio vivere così.”

 

l'italia_e_un_bel_paese_per_andarci_in_vacanza

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  • Silvana - Una mamma green giugno 11, 2014 at 2:25 pm

    Piango. A me la bici non l’hanno rubata, manco me la compro io la bici (ché dove vivo io te la rubano di certo, se non finisci prima ammazzata da una buca sull’asfalto o da un criminale col SUV). Piango per la tua bici, ma soprattutto perché anche io sento su di me il tanfo della muffa. Sottoccupata, sottopagata, sottovalutata. Circondata dall’indifferenza. Io non voglio vivere così. Non ce la faccio più 🙁 Ma dove andare? Cosa fare? Mi dispiace tanto, davvero. Era una bicicletta bellissima.

    • Silvia A. giugno 12, 2014 at 11:42 pm

      Quello che avrei dovuto fare: evitare di comprarla. Lo sapevo che andava a finire così.

  • asabbri giugno 11, 2014 at 2:50 pm

    Hai ragione, ma proprio tanta ma tanta ma tanta. Infatti si rischia di passare da quelli scemi, un po’ ingenui che sperano ancora di poter andare in giro con una bicicletta e non farsela rubare. Sempre se prima non vengono investiti grazie piste ciclabili inesistenti. La soluzione non ce l’ho. :-/

    • Silvia A. giugno 12, 2014 at 11:41 pm

      Chissà se c’è una soluzione poi…
      🙁

  • mamma avvocato giugno 11, 2014 at 5:17 pm

    Concordo con tutto quello che scrivi, dalla prima all’ultima parola, ed anche con il tuon dolore. Nella cittadina in cui sono cresciuta, al mio fratellino la bici l’hanno fregata tre volte, tre, davanti a scuola.Eppure è una realtà piccola del Nord…non ci salviamo.
    Però quando si parla di servizi inesistenti o troppo cari, spese vessatorie ecc., credo che la maggioranza degli italiani se lo meritino:
    Perchè la maggioranza, alle europee, non è neppure andata a votare e quei pochi che ci sono andati si sono venduti per 80 Euro che arriveranno, se va bene,a qualcuno, mentre molto di più verrà tolto a tutti (questa è, ovviamente, una personalissima opinione).
    Non dico che si avessero molte alternative, però almeno interessarsi ed andare!!!

    • Silvia A. giugno 12, 2014 at 11:41 pm

      Non so se ce lo meritiamo, ma siamo responsabili, e non solo perchè andiamo o non andiamo a votare.

      Anche il gesto di andare a votare può risultare sterile, quando nessuna delle scelte possibili, ti ispira il pensiero che possa essere tutto diverso grazie a quel nome su cui poni una X.

      Io non ho votato le ultime due volte e non per disinteresse, ma per protesta. Tornerò a farlo, ovviamente, ma prima devo ritrovare il senso di quel gesto.

      • mamma avvocato giugno 13, 2014 at 3:15 pm

        Il problema è che in Italia l’astensione non è interpretata come protesta e quindi i politici se ne fregano: se perdono, invece, almeno si accorgono del dissenso!

  • gab giugno 11, 2014 at 9:16 pm

    ecco…giro in bici (devo pagare un garage per evitare che me la rubino…a mio marito l’hanno rubata dal portone di casa) e vedo la mia città e penso che mi piace. poi capita un furto sotto il naso, la tua auto che viene incendiata da qualche balordo e penso a quello che pensi tu…ma non ho ancora trovato una soluzione. intanto continuo a essere qui e a dare il buon esempio…ma a volte penso che non so a quanto possa servire.

    • Silvia A. giugno 12, 2014 at 11:38 pm

      Siamo prigionieri, non è questa la cosa peggiore di tutte? Barricati in casa, nei garage, dietro ai lucchetti. E non dovrebbe essere così.

  • The Ecoowl giugno 11, 2014 at 11:57 pm

    A Roma per tenere al sicuro la mia bici ho comprato una catena da 30 euro. Ma anche a me lo scorso anno ne hanno rubata una e ho provato rabbia per le tue stesse ragioni. Amarezza, tanta amarezza. (Giorgia)

    • Silvia A. giugno 12, 2014 at 11:37 pm

      Amarezza. Giusto, è proprio questo.

  • freakdust giugno 12, 2014 at 1:27 am

    Se ti fa sentire meglio anche nei civilissimi paesi bassi rubano le bici! Con due catene!
    Se riesco a trovarlo ti mando un mio post dal vecchio blog dove racconto quello che la gente omette quando gli chiedi com’è l’estero. Come dico sempre, saremo anche un paese di m***a ma almeno non abbiamo la Marmite!
    (ho appena comprato la bici nuova, ora vivrò nell’ansia!)

    • Silvia A. giugno 12, 2014 at 11:37 pm

      Passamelo quell’articolo, mi interessa molto!

      Comunque il problema non è che succeda anche altrove, il problema è che qui sia la norma, che sia una prassi impunita e soprattutto che si pensi sia inevitabile.

      Come ho scritto, il problema è che qui la stupida sono io e i furbi sono loro.

      • mamma avvocato giugno 13, 2014 at 3:16 pm

        Hai ragione, questa è la cosa più triste!

  • Top of the post #3: 16 Giugno 2014 | MummyInProgress giugno 16, 2014 at 7:31 pm

    […] settimana inizio da Silvia A. di meduepuntozero.com con Era la mia bici, cazzo, un post che racconta tutta la stanchezza di noi trentenni (anno più anno meno) verso questo […]

  • michiamoblogjamesblog giugno 18, 2014 at 5:00 pm

    proprio stamattina ero in stazione centrale e vedevo turisti vagare disperati…non credo che l’Italia (Milano sicuramente) sia proprio un posto semplice per farci delle vacanze…

    • Silvia A. giugno 19, 2014 at 12:02 pm

      No, infatti.

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