to be a mom

Esegesi del capriccio

ottobre 31, 2014

Ci sono capricci e capricci

Ci sono i capricci da stanchezza, da fame, da influenza, quelli meteorologici e quelli del demonio.
ioete
Se avete un figlio, piccolo o grande che sia, i capricci li conoscete bene perché è difficile persino dimenticarseli: è abbastanza normale essere impreparate, reagire nei modi più assurdi e persino controproducenti, prima di cominciare ad orientarsi un po’.

Io giuro che non so come facciano quelle mamme che loro ai figli che fanno i capricci parlano, spiegano, eviscerano il motivo della loro frustrazione con calma e pazienza. Io quando ho provato ad avvicinarmi e non so bene con quale intenzione (parlare all’orecchio piano piano? abbracciare forte forte? mordere un orecchio stretto stretto?), in quei momenti mi sono beccata come minimo una testata (come pensate abbia reagito? Con quanti decibel, esattamente?).

Io sono di quelle che i capricci li ignorano, fingendo che non stia succedendo niente, incurante degli sguardi degli eventuali estranei presenti, dei commenti e dei pensieri laterali, quelli della mia coscienza che mi fa la predica (perchè è convinta che ogni frustrazione e quindi ogni capriccio in cui le mie figlie si producono sia la diretta conseguenza di qualcosa che ho fatto io).

Funziona sempre: basta fingere di essere altrove, immaginare, chessò, il rumore del mare e gli ukulele e quelle urla disumane piano piano sfumano sullo sfondo.
mare_ukulele
Un’altra cosa che ho notato nel corso degli anni, è come cambi non solo la manifestazione, ma anche il decorso dei capricci a seconda dell’età.

A 2 anni li prendi dal nido che sono gli angeli rubicondi di sempre, li infili nel passeggino e ti dirigi verso casa. Ti fermi in un negozio e li fai scendere a sgranchirsi un po’, loro si impossessano di un certo numero di articoli dagli scaffali, che tu prontamente gli togli di mano al momento di uscire perché “Amore, non ti serve un libro di Travaglio, nè ora nè mai, fidati“, e loro si buttano a terra a fare l’angelo nella neve, solo che la neve non c’è e loro intanto urlano.

A 3 anni li prendi dalla scuola materna che sono un po’ stanchi, appena sul marciapiede recuperano le energie e corrono all’impazzata sfiorando la linea invisibile che li separa dalle macchine che sfrecciano sulla carreggiata, provi a convincerli a salire in macchina ma si rifiutano e tu dopo 20 minuti decidi di infilarceli a forza e parti sgommando temendo che qualcuno abbia già chiamato i servizi sociali.

A 4 anni li prendi dalla scuola materna che sono un po’ stanchi, te lo dicono e ti si accoccolano un po’ addosso, mentre camminate sul marciapiede e tu gioisci di come abbiano imparato a verbalizzare il disagio. Entri in un bar e gli compri un ovetto kinder, per rinforzare la coccola; loro all’improvviso cambiano registro “questa sorpresa fa schifo! e io non ti guardo più, più, più mai più!“. A quel punto loro cominciano a spostare tutte le sedie del bar, ma tu stai ascoltando gli ukulele e non te ne curi, almeno finchè arriva il momento di uscire, quindi rimetti a posto tutto, chiedi scusa, metti il giubbotto a tua figlia che intanto sta per mettersi a piangere e ti dice “Mamma sono stanca, sono tanto stanca..mi fai le coccole?” e con un abbraccio te la cavi fino a casa.

Ma voi non pensate che sia finita qui. Perchè se a 1 anno torni a casa e ripieghi sul biberon perchè in preda al capriccio non riescono nemmeno a cenare e a 3 ti trovi a gestire una crisi isterica vera e propria in cui tutti i canali di comunicazione in entrata sono chiusi e tu pensi seriamente di prenderne uno in uscita, invece (quello dalla finestra), a 4 quello che ti aspetta è una serata all’insegna di “cacca puzzolente, culetto puzzone e caccapipì, ahahahahah!!”, che son cose che fanno notoriamente ridere moltissimo, ma che oltre certi livelli di stanchezza diventano addirittura esilaranti!

Certo meglio le puzzette che la crisi isterica ma volete mettere, per dire, niente?

Tutto questo è molto faticoso, tanto vale riderci su; ma c’è una cosa seria, di cui sono sempre più convinta e ve la voglio dire: non esistono bambini capricciosi, esistono solo bambini stanchi.

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  • Antonella novembre 3, 2014 at 8:27 am

    Ma il massimo si raggiunge quando questi super capricci accadono in presenza di amiche che sono allergiche ai bambini. …

    • Silvia A. novembre 24, 2014 at 12:24 am

      …o peggio ancora, in presenza di quelle madri perfette e giudicanti che ti guardano con aria mista di compassione e biasimo.

  • Cherry tree novembre 20, 2014 at 3:26 pm

    Ma che bello il sito nuovo! questa volta mi piace proprio tanto!

    Riguardo i capricci, si, il capriccio è esponenziale alla stanchezza. Ultimamente Ricky sta sperimentando l’urlo di tarzan, ovviamente solo quando è a casa di mamma, coi nonni è sempre un angelo.
    Giusto l’altro giorno mia madre me lo riconsegna dicendo: “oggi è stato un amore”
    due ore dopo io avevo un livido vicino all’occhio (dato da una testata all’indietro mentre cercavo di strapparlo dallo stendi biancheria), un morso sul petto, e avevo perso la voglia di riprenderlo sulle cose che non doveva fare…

    • Silvia A. novembre 24, 2014 at 12:25 am

      Grazie cara! Sono felice ti piaccia il sito nuovo! I capricci sono il modo in cui noi genitori ci guadagnamo l’aldià: che sia paradiso o inferno dipende un po’ da come li gestiamo. O no?!?…
      😉

  • Scusami, sono super incasinata. Ci sentiamo martedì! | meduepuntozero || meduepuntozero | aprile 27, 2017 at 4:28 pm

    […] bene da poter chiedere un regalo? Non ti compro proprio niente, ti avevo avvisata”. Lei inscena uno di quei capricci a cui l’esperienza mi ha insegnato a resistere. Il mio metodo è infallibile, anche se richiede […]