to be a mom

Perchè preferiscono Elsa

febbraio 28, 2015

Se avete figlie tra i 2 e i 12 anni, probabilmente conoscete la storia di Elsa e Anna, le due sorelle di Frozen, conoscete a memoria il testo di “Let it go” (sia in italiano che in inglese, probabilmente) e canticchiate la canzone dei Troll sotto la doccia facendo risuonare le maioliche.

Se invece non avete bambini e vivete sulla Luna, lasciate che vi faccia un riassunto:

Elsa e Anna, figlie del sovrano di un regno nordico affacciato su un fiordo e dal clima sorprendentemente mite per gli standard locali, rimangono orfane di madre e di padre ancora bambine. Le due principesse vivono nel grande palazzo, isolate dal mondo e l’una dall’altra fino al giorno in cui la più grande, Elsa, raggiunge la maturità (16 anni -!!- ) e può essere incoronata Regina.
La giovane regina nasconde un segreto: è dotata di poteri spaventosi, a causa dei quali è in grado di trasformare in ghiaccio qualunque cosa, anche la sorella, che ha mandato quasi al Creatore già una volta, da piccole. Durante la festa per l’incoronazione, quando Anna annuncia che si sposerà con un bellimbusto appena conosciuto, Elsa si inalbera e congela tutto. Poi scappa, lasciando dietro di sè un inverno perenne e neve, tanta tanta neve.
A questo punto Anna lascia il bellimbusto in panchina e parte alla ricerca di sua sorella, decisa a riportarla a casa e ad aggiustare tutto, incluso il clima.

Il film è bellissimo. L’ho visto almeno 50 volte, mio malgrado: non fosse stato bellissimo avrei già sabotato il lettore dvd.
Quello che più apprezzo del film è il fatto che parli di un amore che non è quello romantico, ma quello fra due sorelle, prendendo in considerazione una possibilità inedita nella tradizione Disney classica e cioè il fatto che una Principessa non abbia bisogno di un Principe per avere una vita degna di essere vissuta. Il Principe qui è una sòla mostruosa e la Principessa Anna percorre un viaggio iniziatico che la accomuna agli eroi della tradizione epica classica e, proprio come loro, non lo fa da sola: è accompagnata da un amico leale, da una renna e da un pupazzo di neve stralunato.

Intanto sua sorella si è costruita un palazzo di ghiaccio e ci si è rinchiusa, ha cambiato pettinatura, si è aumentata la scollatura e ha sciolto il suo algido temperamento iniziando a sculettare che neanche Belen Rodriguez.

Voi, doveste scegliere, quale delle sorelle eleggereste a vostro personale modello di vita?


Io non ho dubbi e così non li hanno tante mamme mie amiche. Anna è la mia preferita: simpatica, coraggiosa, un po’ maldestra ma intelligente. Quell’altra, a parte il vestito impalpabile e la treccia lunghissima, non ha una grande attrattiva per quanto mi riguarda, anzi, la trovo stronza e un po’ ottusa.

Il Carnevale appena passato è stato il trionfo di Frozen e dei conti del Disney Store: i vestiti del film si vendevano che neanche il pane alle 10 del mattino in un giorno di mercato. La Dodo stranamente non ha chiesto un costume di Frozen, preferendo il vestito da Cenerentola, anche se sospetto che il fatto che fosse anch’esso azzurro abbia in qualche modo influenzato il suo immaginario e la scelta finale.

Sapete quante Elsa c’erano alla festa in maschera dell’asilo?
Sedici. Sedici Elsa su 50 bambine: con o senza treccia, con o senza guanti, con o senza bacchetta magica ma rigorosamente con il mantello, il corpetto di paillettes e fiocchi di neve sulla gonna di tulle.

E sapete quante Anna c’erano?
Zero. Neanche una.

Quello di Anna è il vestito che le mamme hanno scelto per le sorelle più piccole e senza diritto di replica di quelle mini-Elsa tra i 5 e i 7 anni. Anna, la paladina dalle mamme, le bambine se la filano più o meno quanto Olaf, il pupazzo di neve: un mero strumento per portare avanti la storia, un elemento narrativo indispensabile ma subordinato a lei, la divina, la sculettante e magrissima Elsa.

Mi sono scervellata per mesi intorno questa predilezione unanime e per me inspiegabile, poi a Carnevale è stata Sofia, di 5 anni e mezzo, a illuminarmi incontrovertibilmente:

“Noi bambine preferiamo Elsa perché Elsa ha i poteri”

Ovvio, ma che stupida io. Ma che stupide noi!

Impegnarsi, lottare, rendersi ridicole ma poi alzarsi, innamorarsi di quello sbagliato che ci tratta una merda e poi capire che quello che vogliamo davvero non è il fantomatico Principe – che in ultima analisi non esiste -, ma il nostro amico, quello che era lì per noi quando ne avevamo bisogno, magari non proprio fresco di doccia…
Diventare dei cigni dopo un passato da brutti anatroccoli: roba noiosa.

Loro amano Elsa perché Elsa ha i poteri.

Lei non si deve impegnare, le sono capitati dal cielo ed in virtù di essi smuove mari e monti.

Ci illudiamo di poter insegnare alle nostre bambine che se sei un rospetto a 14 anni, non significa che lo sarai per sempre, che un Principe sbagliato non è per sempre e che incespicare, rendersi ridicole, avere i capelli crespi e i brufoli non corrisponde ad una condanna perenne. Possiamo studiare discorsi motivazionali per spingerle a lavorare per migliorarsi ogni giorno, ma loro finiranno comunque per pendere dalle labbra di quella bella e stronza, quella che col suo incedere per i corridoi della scuola apre le folle come Mosè le acque, quella che non si deve impegnare perché ci è nata. Quella che ha i poteri.

Che i poteri nella realtà svaniscono presto e che chi “non si doveva impegnare”, ha finito per schiantarsi contro uno specchio o per avvizzire sul trono della De Filippi, lo scopriranno comunque e soltanto da sole.

Forse.
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  • Luca marzo 29, 2016 at 2:21 pm

    Geniale!
    Ho acquista per mia nipote la calza della Befana di Anna che ovviamente ha rifiutato con sdegno. Pensavo che l’attrazione ingiustificata per la sorella snob piangiaddosso fosse nel titolo nobiliare e ho tediato i colleghi nelle pause caffè aziendali per sostenere la mia tesi maschilista su come le bimbe a casa sono trattate da regine e invece la soluzione era lì a portata di mano.. i superpoteri! Tutto sommato uguale a mio nipote (il gemello della fans di Elsa) che fende spadate laser su tutti ed è disinteressato alla differenza tra cavaliere jedi o il barattolo nero, l’importante è avere la spada laser per affettare chi se lo merita (decide lui ovviamente..).
    Grazie! Ero in errore…

    • Silvia A. marzo 29, 2016 at 9:54 pm

      Ringraziamo Sofia (che ora ha già ben sette anni!), l’illuminazione è arrivata da lei!
      😀
      Grazie del commento Luca!

  • ILM febbraio 7, 2017 at 9:00 pm

    Stereotipi femminili entrambe, pertanto scontate… chi scegliere tra le due? È indifferente…. entrambe faccia della stessa medaglia…. ergo testa o croce? Io ci starei lontano….

    • Silvia Azzolina febbraio 8, 2017 at 11:36 am

      Non sono stereotipi, ma archetipi, che è mooolto diverso! In ogni caso il film può non piacere, ma la qualità della storia è altissima!
      A presto!