to be a mom

Genitori alle prese con la gestione del tempo-tv

aprile 4, 2015

Sono nata praticamente insieme alla tv commerciale, come gran parte di voi che leggete.

Per l’epoca in cui frequentavo le elementari avevamo già almeno 3 fasce orarie di programmazione dedicate interamente a noi piccoli: alle 13:00 c’era Ciao Ciao, con il cane (o era un orso?) Four (Four come il 4 di Rete4), alle 16:00 c’era Bim Bum Bam, con il cane rosa Uan (perchè andava in onda su Italia 1; all’epoca la tv era talmente vergine, che non servivano particolari esercizi di fantasia per farla funzionare) e un giovane Paolo Bonolis in odore di logorrea (quella sviluppata poi nella scintillante carriera adulta). Infine, appena prima di cena, c’era un piccolo spazio per altri cartoni, anche se per me quella fascia oraria è legata al ricordo Licia in tutte le sue versioni, cartacee e carnali, e di null’altro.

I miei hanno sempre guardato con grande sospetto alla tv e mi domando ancora da dove venisse loro tanta circospezione, visto che internet non esisteva: come potevano sapere che la tv fosse dannosa visto che era appena nata e non se ne potevano conoscere ancora gli effetti a lungo termine sugli esseri umani?

Io dal canto mio ne ero innamorata, non so se di per se stessa o per il fatto che mi fosse per lo più proibita.

Tra l’altro ad essermi inibita era proprio la fascia oraria più cool, quella delle 16:00 e di Bim Bum Bam, di cui Ciao Ciao non era che un replicante sbiadito. Purtroppo io facevo il tempo normale e se i miei coetanei tornando a casa da scuola si mangiavno il meritato pane e nutella, o le focaccine bianche del panettiere Viviani (altre cose a me inibite) mentre guardavano uno dietro l’altro i cartoni inframezzati dalle gag di Uan e Pìolo con minacciose incursioni dalla regia (come si chiamava? Signor Brandolin?), io, che potevo esercitare un analogo privilegio all’ora di pranzo, mi beccavo Ciao Ciao. Mentre in pieno pomeriggio, ovviamente, la tv era vietatissima!

Così non mi restava che sbocconcellare un poco di Kiss Me Licia prima che irrompesse quello stramaledetto telegiornale delle 20 a guastarmi la festa e troncarmi l’episodio sul più bello.
Quanti capricci avrò fatto negli anni per quei finali mutilati? E a posteriori mi dico, Genitori, mi potete mai biasimare? Qualcuno è mai venuto a interrompere il vostro stramaledetto telegiornale sul più bello?

La passione per la tv mi è rimasta a lungo: almeno finchè c’è stato qualcosa di bello da guardare in televisione. E poi è grazie a tv e videoregistratore se ho visto una serie di film e mi sono fatta una cineteca di tutto rispetto a partire da Cocktail per arrivare a Happiness, passando da American Beauty e Truman Show.

Quindi ora con che faccia dovrei trattarla alla stregua del Male, solo perchè sono madre?

Non fraintendetemi: sono d’accordo e convinta che sia molto facile imbesuirsi davanti allo schermo, abdicando ad attività più edificanti e persino divertenti per pura accidia. Lo sfarfallio impercettibile dello schermo ipnotizza più del canto delle sirene e io ne so qualcosa, ma come fai a non amarla quella scatola che ti porta tutto un mondo dentro casa?
Il cinema, alla sua prima comparsa, fu chiamato “Lanterna Magica”: una simile definizione non è pefettamente calzante anche per la televisione?

Ciò che fa la differenza è cosa ci metti dentro.

Per questo sono giunta a costruirmi un regolamento tutto mio dei genitori alle prese con la gestione del tempo tv. Ve lo posso esporre?

1. “Posso guardare la tv?” non è esauriente: devono dirmi cosa vogliono guardare perchè quel tempo che dedicano allo schermo sia frutto di una scelta e non del caso o della volontà di un direttore di palinsesto.

2. C’è un tempo per la tv e un tempo per i giochi e per tutto il resto e questi tempi devono essere bilanciati ma non possono essere fissi: dipendono da come è andata la giornata, dal tipo di attività che ne sono state protagoniste, da cosa si è deciso di guardare in tv e dal livello di stanchezza generale (di figli e genitori).

3. Tutto quello che è Cinema, anche se passa dalla tv, è bene ed è per questo equiparabile alla lettura di un libro, ad un’attività di baby crafting o ad una lezione di inglese, per dire (se poi il film è in lingua originale…).

4. La pubblicità è il male assoluto, specialmente nell’infanzia, dunque vale bene un abbonamento a Sky – per beneficiare dei canali senza spot – o uno sforzo di presenza negli stacchi pubbicitari fra un cartone e l’altro a monitorare quale porcheria o messaggio fuorviante stia passando in quel momento per passare immantinente al contrattacco.

5. Di tv in casa ne basta e avanza una (e quanto al computer – quando potranno usarlo – mai dietro a porte chiuse).

Poi va da sè che le regole non sono regole se non prevedono qualche eccezione, tipo che “Posso guardare il 43?” va benissimo ogni tanto, anche per “sentire il polso del Paese”, sapere cosa abita in quelle piccole menti là fuori insomma, chè allevare degli alieni non è mai stata una grande mossa, pedagogicamente parlando – o anche più prosaicamente quando non hai sufficiente energia per convincerli a scegliere.

E poi che il film di Violetta (chissà se esiste già…) quello no, categoricamente NON è da considerarsi Cinema e mai lo sarà.

E che dire di quegli stupendi pomeriggi in famiglia a far niente davanti alla tv, un film dietro l’altro, intervallati solo dallo scoppiettare del pop-corn nel microonde: non sono momenti di meravigliosa accidia che vale la pena di condividere? Ma che fuori almeno piova, se no che gusto c’è?

Ma poi, chevvelodicoaffare, non basterebbe la maialina petulante a legittimare l’esistenza stessa della tv? Cosa sarebbe il mondo, oggi, senza Peppa Pig?

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(Ah, non siete d’accordo? Non ditelo alla Dodo allora, che dopo la giornata alla casa di Peppa Pig, non ha dormito fino a mezzanotte, nonostante la stanchezza, i giochi e l’ora legale. Neanche avesse avuto 13 anni e avesse appena conosciuto gli One Direction al completo!)

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  • ero Lucy aprile 4, 2015 at 7:04 pm

    Non potrei essere piu’ d’accordo!
    (Ehi ma davvero sono quei due??)

    • Silvia A. aprile 5, 2015 at 10:05 am

      Sì!! E sai cos’era l’unica cosa che pensavo intanto che facevo la foto? “Questi due sono dei fatastiliardari!!”
      😛

  • Non ci sono più i cartoni animati di una volta | meduepuntozeromeduepuntozero febbraio 25, 2016 at 7:04 am

    […] quanto io ami la “lanterna magica” già di norma, lo avevo già dichiarato, è in momenti come questi che la benedico (esattamente come la benedicevo quando quella a casa da […]