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Design Week 2015 con bambini – si può fare!

aprile 21, 2015

Come sapete io vivo a Milano. Non ci sono nata e non ci ho neanche passato la giovinezza: me la sono scelta in età adulta, nonostante sia cresciuta all’ombra del Duomo che mi faceva sentire un po’ più importante quando al mare mi chiedevano “Tu di dove sei?” e io per semplificare rispondevo “Di Milano”.

In realtà vivevo in campagna e sognavo la città, dove andavo sporadicamente in pullman al rimorchio di uno zio che ci veniva a far non so cosa, probabilmente a comprare libri.

Siccome non sono della città, ne godo molto più di chi ci è abituato e che per sfinimento, invece, ha finito per trasferirsi in campagna, in quelle villette a schiera che odio insieme a tutte le scale dei loro 3 piani più servizi.
D’altra parte è pur vero che la vita di città è stressante:  l’inciviltà delle persone è più incivile, il rumore è più rumoroso, la sporcizia è più sporca e soprattutto le cacche di cane non si confondono tra l’erba e la terra umida, ma ti tendono agguati sui marciapiedi e non si dica che porta fortuna perchè fa solo schifo.

Però ci sono momenti in cui ti senti al centro di una Grande Capitale Europea e la sensazione, a metà tra l’ebrezza da secondo aperitivo e l’orgoglio patriottico, ti mette tutto sommato di buon umore e ti fa pensare: “Vivo in 80 metri quadri che ho pagato quanto una megavilla con piscina a Zelo Bonpersico, ma ne vale la pena: guarda che bel mondo!“.

E il mondo in effetti è proprio bello visto dalla Design Week, perchè la creatività viene dal basso e colora le esistenze un po’ di tutti, anche di quegli ignari che non se lo domandano chi l’ha pensato quello spremiagrumi che si son messi in casa grazie alla lista nozze, ma ogni mattina sono sempre più convinti del loro acquisto.

Noi quest’anno ci abbiamo provato ad andare alla Design Week 2015, dopo quasi 6 anni: sabato Lambrate, domenica Tortona.


Non è andata benissimo: sabato abbiamo fatto in tempo giusto ad arrivare in zona, bere un caffè e far fare merenda e pipì a quelle piccole (anche noi grandi ne abbiamo approfittato, perchè quando hai figli improvvisamente diventi molto previdente quando si tratta di vescica: ti bastano e ti avanzano le soste che fai per loro).
Ci siamo fermati in piazza dove quelli della Scuola Steineriana si facevano un’ottima pubblicità coinvolgendo i bambini nella costruzione di “uccelli di fuoco” (ai miei tempi si chiamavano “bolas” e i punkabbestia lombardi gli davano fuoco e se li facevano roteare sulla testa con circense maestria, cuccando un casino soprattutto d’estate in Salento).

design_week_2015_2Poi finalmente siamo arrivate in via Conte Rosso e siamo penetrati in un cortile attratti da una bicicletta appollaiata su un cornicione e per fortuna! Abbiamo così scoperto una mostra di quadri brillantinosi che hanno esaltato la Dodo e un “elettro-inventartista” capace di creare, con scarti di materiale elettrico, le più poetiche sculture che mi ricordi di avere visto (anche perchè non ne avevo mai viste di simili, per la verità). E non le vendeva nemmeno: le fa e le tiene tutte per sè (tranne che per qualche esemplare destinato ad una coppia tedesca di suoi antichi ammiratori) – poi il lunedì “si trasforma di nuovo in elettricista”, per sua stessa ammissione.

design_week_2015_3design_week_2015_5Coerentemente con le previsioni del tempo, che ci avevano costretti a spostare la festa di compleanno della Dodo, non abbiamo fatto in tempo ad addentrarci per quella viuzza uscita da un’altra epoca e in via di revisionismo in chiave radical chic, che si è scatenato un inferno di vento e grandine. Tutte cose che spaventano molto le mie bambine: fate voi l’equazione su come si sia conclusa la serata.

design_week_2015_11Il giorno dopo però, di buon ora per i nostri standard domenicali, con un sole splendido e 10 gradi in meno del giorno prima, ci siamo avventurati in via Tortona, incontro alla nostra affezionata Sabrina Ferrero in arte Burabacio (aka Bura o Bubu) e al workshop “MettiMi in Valigia”, organizzato dalle autrici del bellissimo libro “La Mia Milano“, Martina Fuga e Lidia Labianca.

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design_week_2015_14Lì in quel basement ci siamo inebriati di design per bambini, il più bello, il più colorato e ci siamo fatti coccolare per un bel po’.

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Ma è stato anche molto bello uscire e vagare per mostre ed eventi come dei turisti qualsiasi, con il vantaggio di potere poi tornare a dormire a casa…

(La gallery con tutte le foto – o quasi – della giornata è qui sopra al post, l’hai vista? 🙂 )

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