to be me

Signorina you’re out of time

giugno 8, 2015

out_of_time Arriva un momento in cui devi necessariamente abbandonare l’idea di te “Signorina”.

Non è una questione (soltanto) di età e la lingua italiana ce ne dà un indizio: il termine “Signora” si lega più allo stato civile che all’età di una persona.

Ti attribuiscono il titolo di “Signora” se sei sposata, o se sussistono i presupposti perchè tu lo sia: ti ci chiamano dal primo momento in cui ti si vede la pancia incinta, per dire, ed è matematico dal momento in cui ti presenti alla cassa di un supermercato con un bimbo appresso.

A prescindere dal fatto che tu abbia o non abbia prole, arriva il momento in cui devi abbandonare l’idea della Te dalle infinite possibilità: quella la cui vita può cambiare ancora più e più volte, quella che è perennemente in stazione in attesa del prossimo treno, in attesa di decidere qual sia la direzione che la sua vita prenderà. E’ un’idea romantica, che rinfranca lo spirito e per questo è difficile da abbandonare.
Ma, come certi bikini, a un certo punto smette di farti sentire super figa e ti fa apparire solo ridicola.

Il fattore figli senza dubbio accelera il processo, anche se li hai fatti a vent’anni: quando hai figli una quota di libertà ti è sottratta d’ufficio – ed è ricompensata da molto altro, sia ben chiaro.
Ma non è solo una questione di figli. Non è che se non hai figli sei libera di andartene in giro per le sagre del Salento fuori tempo massimo, con le rughe e le tette a sacchettino, fingendo di avere 15 anni di meno in mezzo a gente con cui hai molto poco a che spartire perchè ha, appunto, 15 anni meno di te.

Può essere davvero mortificante risvegliarsi un mattino in un posto del mondo che non ti appartiene, e scoprire che il tuo di posto, comodo e ampio, è rimasto là vuoto e solingo, ad osservare tutta la vita che gli sarebbe spettata sfilargli accanto, senza averne mai potuto beneficiare.

Vivere la vita è come prendere le onde, l’ho sentito dire a Fabio Genovesi: se l’assecondi, l’onda ti riporta sempre a riva; se sei rigido, ti porta esattamente dove non vuoi.
A fondo, probabilmente (dico io).

Il Momento quando arriva te lo senti addosso, basta ascoltare e assecondare l’onda.

Quando i cantanti “dei tuoi tempi” smettono di essere giovani e ribelli e li scopri imbolsiti e incanutiti nei manifesti pubblicitari, mentre i loro figli bebè cui dedicavano canzoni che tu facevi già il liceo, si aprono account Instagram e hanno già più followers di quanti tu ne avrai mai nella vita.

Quando i frizzanti veejay di MTV smettono di essere le nuove leve della TV e diventano i protagonisti della prima serata (ed hanno comunque almeno un paio d’anni meno di te).

Quando anche l’ultimo dei tuoi prof delle medie è andato ormai in pensione.

Quando ti ritrovi a scrivere mail di lavoro a gente nata che tu avevi già finito le scuole medie.

Quando tua figlia di due anni e mezzo, riferendosi ad una cantante di cui ti sei appassionata recentemente e che ha 8 anni meno di te, dice: “Mamma, leggio liblo Signola che canta“.

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Non so voi, ma io quest’estate il costume lo compro intero.

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  • Chiara giugno 9, 2015 at 8:58 am

    deliziosa presa di coscienza 🙂

    • Silvia A. giugno 9, 2015 at 9:36 am

      Anche tu costume intero quest’estate?… Dai, facciamone un segno di stile! 😛

      • Zucca Zoe giugno 10, 2015 at 2:24 pm

        …”arriva il momento in cui devi abbandonare l’idea della Te dalle infinite possibilità: quella la cui vita può cambiare ancora più e più volte, quella che è perennemente in stazione in attesa del prossimo treno, in attesa di decidere qual sia la direzione che la sua vita prenderà…”

        Io invece credo che questo sia lo spirito con cui si debba e si possa continuare a trovare miliardi di possibilità di cui nemmeno ci si immaginava l’esistenza.

        • Silvia A. giugno 17, 2015 at 9:11 pm

          Bhè, hai ragione anche tu. Ma sta di fatto che non puoi vivere “senza briglia” quando hai figli perchè c’è sempre almeno un’altra persona a cui devi pensare.

      • chiara giugno 11, 2015 at 10:40 am

        io l’ho già comprato da un po’, ma alla fine trattengo il respiro, socchiudo gli occhi e mi infilo il bikini (castigato si intende) 🙂

        • Silvia A. giugno 17, 2015 at 9:12 pm

          Io posso non comprare nè gli uni nè l’altro e presentarmi in spiaggia con un kaftano lungo fino ai piedi?

  • Chiedimi se sono incinta | meduepuntozeromeduepuntozero agosto 3, 2015 at 5:18 pm

    […] un giorno in cui la Signorina dentro di me si sarà definitivamente chetata e l’immagine di me nella mia testa si sovrapporrà […]