life in pictures

Trieste vs Lisbona

agosto 14, 2015

Avevo fissa in testa l’idea di dover visitare Trieste. Era un’idea antica, non so esattamente quando fosse nata.
Avevo registrato di dover andare a Trieste, solo non ricordavo il perchè.

Così, meno di un mese fa, dovendo scegliere dove far sosta nel viaggio di ritorno dalla Croazia, ho suggerito di fermarci a Trieste.

Solo lì, quando sono arrivata in Piazza Unità d’Italia, mi sono ricordata del motivo per cui ci dovevo assolutamente andare.
piazza_unita_ditalia_trieste_3

Piazza Unità d’Italia è una piazza ampissima, circondata da edifici imponenti e austeri che la cingono su tre lati. Il terzo lato è aperto ed è mare.

cose_vacanza_17 C’è un’altra piazza fatta così, che io conosco molto bene: è Praça do Comercio a Lisbona, la piazza più bella che io abbia visto nella vita.

Sarà per quella specie di ossessione che ho io per il mare – anche se mare non è, quello di Lisbona, è la foce del fiume Tejo (o Tago), un ampio estuario in cui il fiume e il mare si mescolano e l’acqua è salmastra ed abitata da creature confuse, al crocevia tra la terra e il mare – , fatto sta che ne ero innamorata.
Passando per Praça do Comercio il Tejo ti investiva col suo odore. Spesso la attraversavo in autobus ed era l’odore a denunciare dove ci trovassimo a passare, se anche non stavi guardando; mi faceva alzare la testa per riempirmene le narici, perchè io l’odore di porto che mi sorprendeva nella quotidianità della vita cittadina, l’amavo alla follia.

Ho amato alla follia Lisbona, in generale. Ho amato la città, naturalmente, che è bellissima e vagamente decadente: piena di luce, con un cielo a cupola che le gira tutto intorno e che qui noi non ce l’abbiamo nel cuore del Mediterraneo, o almeno io non l’ho mai visto.
Ma soprattutto ho amato quello che sono stata quando ero lì: ero Silvia, l’italiana, “a fininha“, senza storia nè retaggi, ed ero libera di essere quel che ero.

Lisbona per me è complicata: l’ho dovuta abbandonare controvoglia e poi non ci sono mai più tornata.
Come con certi amori, per i quali è impossibile smettere di soffrire, ho dovuto fingere che non fosse mai successo e che non fosse mai esistita nè Lisbona nè tutto quello che aveva portato con sè.

Quel che è successo a Lisbona, è rimasto a Lisbona e io l’ho relegato in un luogo della mente chiuso a chiave, che si è mangiato, insieme alle immagini della città, anche la lingua che parlavo là, fluentemente, come fosse la mia, e tutte le persone che là sono rimaste perchè hanno voluto o perchè là appartenevano.

Ho dimenticato tutto, ma non l’immagine chiara di Praça do Comercio e quei cieli che ti girano intorno.
E neanche la luce.

piazza_unita_ditalia_trieste_4 Ora sono pronta a tornarci, è solo questione di tempo e di opportunità.

(Voi invece, se capitate da quelle parti, non rinunciate a visitare Trieste, perchè per come l’ho vista in quelle poche ore, prometteva bellezze che varrebbe la pena approfondire)

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  • mamma avvocato agosto 19, 2015 at 2:00 pm

    Adoro Trieste e ne ho parlato spesso nel mio blog (i post sul Friuli Venezia Giulia), anche perchè nelle sue vicinanze abita un pezzo della mia famiglia.
    Quanto a Lisbona, pur essendo stata tre settimane in Portogallo due anni fa (anche di questo ho parlato), non ci siamo stati e rimane una meta dei miei sogni di viaggio.
    Non so cosa ti sia successo lì, però è un peccato che tu abbia rimosso ricordi e lingua !