to be a mom

La scuola che vorrei

ottobre 5, 2015

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Vorrei una scuola laica, pubblica e apolitica.

Vorrei una scuola che non abbia paura di presentare i concetti più difficili, né quelli scomodi, ma che non li usi per schiacciare i suoi alunni, bensì per elevarli: una scaletta a disposizione per chi può scalarla, fino a dove può scalarla.

Vorrei una scuola dove la mattina si lavora in classe, si esercitano la concentrazione, la memoria e l’analisi, allenandosi allo studio che verrà, e al pomeriggio si esercitano il corpo, la creatività e la manualità.

Vorrei una scuola che segua i ritmi dei bambini nelle varie età, modulando ore di lavoro e ore di riposo e gioco libero secondo le esigenze fisiologiche dei bambini in crescita.

Vorrei una scuola dove si lavora non dall’oggi sul domani, non nella logica del “fatto”/”da fare” ma per cellule entro le quali ogni bambino si possa muovere secondo i suoi tempi e i suoi ritmi di apprendimento.

Vorrei una scuola senza voti, dove il discrimine siano solo “va bene” e “non va bene, riprova”.

Vorrei una scuola senza compiti, perché un bambino che torna a casa alle 17 ha il diritto di riposarsi, come ce l’hanno gli adulti, dopo le loro 8 ore di lavoro. E 8 ore dovrebbero bastare e avanzare

Vorrei una scuola in cui non si neghi la diversità, ma dove la si evidenzi come mero dato di fatto: perché la buona convivenza passa per la conoscenza, non per la negazione.

Vorrei una scuola con poche regole, molto chiare, e che riguardino soprattutto il rispetto delle cose e delle persone.

Vorrei una scuola autorevole, e non autoritaria.

Vorrei una scuola generosa e consapevole del ruolo che ha.

Vorrei una scuola moderna che non finga di sapere quel che non sa: piuttosto che si prepari – ed è un lavoro di anni – a trattare le materie nuove in un modo che sia veramente utile, e non alla sola propaganda.

Vorrei una scuola consapevole del Mondo, ma che non abdichi alla propria cultura, perché un individuo che non sa da dove viene, non capirà mai bene nè dove stia andando lui, nè dove stia andando il Mondo.

Tra poco più di un mese comincia la giostra degli open-day delle scuole elementari; non vi disturbate a dirmi che una scuola così non la troverò, lo so da me.

D’altra parte non esistono criteri di scelta oggettivi da applicare alla scelta di una scuola, a parte la distanza da casa. Su ogni scuola puoi sentir dire tutto e il contrario di tutto: tutto il bene e tutto il male, a seconda della personale scala di valori di chi che te ne sta facendo la recensione, a seconda della sua storia e delle sue aspettative.
Non ho ancora iniziato a visitare scuole ma sto pensando già dall’anno scorso a cosa ci aspetta e sento il peso di una scelta che ero così felice di poter avere, fino ad oggi. Ora forse preferirei non avere scelta, o almeno non sentirne il peso.
Credo che le elementari siano un ciclo scolastico importantissimo, forse il più importante di tutti, perché quello che impareranno in quelle età rimarrà loro addosso per tutta la vita, darà loro un imprinting e sicuramente determinerà il rapporto che avranno con la scuola più di quanto faranno tutti i cicli scolastici successivi.

Io non voglio la luna per le mie figlie, non aspiro ad un fantomatico TOP, non le voglio preservare da un mondo che, diciamocelo, non è niente di che, quindi tanto vale abituarsi; non credo che dalla scuola che faranno dipenderà il successo che avranno nella vita e, per dirla tutta, non me ne frega niente del successo che avranno nella vita. Mi importa solo che trovino loro stesse e la loro strada e che siano felici.

Che poi è, in effetti, il più grande dei successi che possano avere.

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  • Giulia ottobre 5, 2015 at 4:26 pm

    Oh quanto ti capisco… scelta effettuata tra mille dubbi e incertezze perché sull’importanza della scuola elementare, a differenza della maggior parte dei genitori (te ne accorgerai), anche io ho la tua stessa idea.
    Purtroppo la scuola pubblica in Italia, tranne rare eccezioni ovviamente tutte distanti da casa nostra, è un disastro e quindi alla fine mi sono trovata a scegliere il meno peggio… che ovviamente è lontano anni luce dalla lista di aspettative che mi ero creata!
    Comunque se ti può consolare, una volta che ha iniziato la scuola tutte le paranoie su cui mi sono arrovellata per mesi sono passate!
    Giulia