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Sono una pessima Cristiana

novembre 16, 2015

Sono una pessima Cristiana.

Quando ero piccola non dicevo le preghiere prima di dormire, se non quando avevo qualcosa da farmi perdonare o qualche motivo di enorme tristezza (tipo quando mi è morto il cane o quando un cugino di mia mamma, che mi portava sul Ciao in piedi sulla pedanina tra i pedali, nel cortile di mia nonna, è morto improvvisamente in un incidente stradale).

Ricordo bene l’obbligo della confessione, prima di prendere l’eucarestia, e quell’imbarazzo del non sapere esattamente cosa avrei dovuto confessare. Avevo fatto arrabbiare la mamma (e non avevo capito bene perchè), era un peccato quello? Avevo detto a mio fratello che i tegolini erano finiti (e invece non era vero, ne avevo nascosto uno dentro il pacchetto dei crackers per sottrarlo alla sua insopportabile voracità, per poterlo gustare in pace, quando ne avessi avuto voglia io). Quello era certamente un peccato, non si dicono le bugie.

Ricordo l’imbarazzo di raccontare ad un prete con cui non avevo alcuna confidenza i miei segreti, dritti in faccia, perchè ai bambini non si concedeva il velo pietoso della grata del confessionale: noi le nostre nefandezze le dovevamo confessare a viso aperto. Probabilmente perchè loro le prendevano molto meno sul serio di quanto facessimo noi.

Mia nonna è una fervente cattolica, lo è sempre stata. Mi ha raccontato dell’amore di Gesù e di tutte le virtù e dell’infinita la bontà di Maria, a cui da sempre affida le nostre sorti, con le preghiere della sera.

Ricordo questa ossessione per la bontà, la magnanimità, la rettitudine: quella di Gesù Cristo verso di noi, quella che dovremmo avere verso i nostri simili.Santa_Maria_delleGrazie_1Poi è arrivata l’adolescenza e con lei l’insofferenza: verso gli obblighi (quello di frequentare la messa, per esempio), verso certe posizioni reazionarie e anacronistiche (l’aborto, il divorzio, il sesso al di fuori del matrimonio, l’omosessualità).

Una fascinazione assoluta per la figura di Gesù Cristo tuttavia non mi ha mai abbandonata, insieme all’ammirazione per valori complicatissimi da mettere in atto, quasi impossibili dalle posizioni ultra secolarizzate che il sapere, la cosiddetta cultura, mi avevano imposto: il perdono, l’amore assoluto e incondizionato, il sacrificio di sè in nome dell’altro.

Come si può perdonare chi si rende responsabile di delitti odiosi? Come si può amare l’altro quanto se stessi, quando ci insulta, ci supera a destra o lascia il suo cane cagare sul marciapiede di fronte a casa nostra? Impossibile. Assurdo.
Eppure quel campanellino nella testa mi suona e mi tormenta, quando penso il peggio di qualcuno, colpevole di aver fatto qualcosa che in quel momento mi sembra intollerabile.

Quello che ho trattenuto di tutta la cultura cattolica che ho sorbito mio malgrado per il solo fatto di vivere in questo Paese, pieno di chiese e Cristi in croce e di Madonne dalle mani giunte, è stato il messaggio di amore, tolleranza e perdono. Tutte cose che non ho certo messo in pratica con assiduità.

C’era altro? Sì c’era, e io l’ho rifiutato.Santa_Maria_delleGrazie_9Sabato pomeriggio in piazza Fontana c’erano alcune giovani musulmane che reggevano un cartello con un versetto del Corano:

“Chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera”
Corano 5:32

Io non conosco la Bibbia, figuriamoci il Corano. Mi basta sapere che quelle ragazze hanno scelto di accogliere quel messaggio dalla loro religione. Saranno state aiutate dalla loro nonna, che le avrà ossessionate per anni come ha fatto la mia? Probabile.

Dire che la religione è il male assoluto e che si starebbe meglio senza, è come dire che si starebbe meglio al mondo senza il pensiero, senza la filosofia.
Credere a niente” abita giusto ad un passo dal nichilismo egocentrico e narcisista di cui abbiamo avuto una sconcertante diapositiva accedendo ad un qualsiasi social network, in questo fine settimana.

Le religioni sono tutte uguali ma non lo sono i fedeli: ci sono gli estremisti assassini e poi ci sono mia nonna e la nonna delle ragazze mussulmane di piazza Fontana.

Quindi, per favore, non insultate mia nonna. Rispettatela.

#prayforParis whatever your God is.

prayforPariswhateveryourgodis

 Nelle foto, la basilica di Santa Maria delle Grazie, a Milano.

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  • Elena novembre 16, 2015 at 3:05 pm

    Mi è piaciuta l’onestà del tuo post, il fatto che si possa riconoscere che le nostre origini anche se incomprese o mal sopportate portino con se’ una radice buona e giusta, senza le quali, per altro, non saremmo le persone libere che molti odiano. Io, a differenza tua ho avuto la fortuna, e tutt’ora ce l’ho, di vivere quello che tu percepisci come costrizioni e obblighi in un mio bisogno. Sono io che ne ho bisogno, della messa, la confessione (e, confesso, non sempre fedelmente). Insomma, io forse, sono un po’ tua nonna INSIDE! 🙂

    • Silvia A. novembre 16, 2015 at 3:36 pm

      Io mia nonna la adoro, si è capito no?

      E comunque, come dicevo, sono una stra-fan di Gesù Cristo e seppur con la Chiesa siamo in un “relazione complicata”, va sempre a finire che torno all’ovile. Non escludo dunque che un giorno ci incontreremo sedute fianco a fianco su una panca a pregare.
      In una Chiesa mi puoi trovare spesso, al di là della preghiera, perchè l’onda emotiva che mi dà entrare in una grande cattedrale non me la dà nient’altro.
      (si vedano le foto nel post)
      🙂

  • veroveromamma novembre 20, 2015 at 11:26 am

    l’onestà di quete parole e la semlicità nell’ammetterechla chiesa può essereun ‘attrazione di emozioni e sensazioni positive ..—- facapire che tuanona ha lasciato qualcosa neltuo cuore e nella tua vita…..
    fan di gesùCristo come te …. ti abbraccio e magari ci troveremo insieme vicine a pregare su unapanchina….
    ciao veronica

  • Luca marzo 23, 2016 at 9:31 am

    Ciao, comprendo il tuo punto di vista e l’onestà nell’analisi della propria fede: alla sfacciata ostentazione di un cattolicesimo dogmatico di tanti, sai proporre l’umiltà che nasce dall’autocritica. Mi permetto solo un’osservazione, come agnostico: non posso concordare che senza la religione si sia a un passo dal nichilismo e dall’egocentrismo. Di quella ne faccio a meno, molto volentieri, da decenni, eppure la mia coscienza laica, che cerca di adeguarsi alle leggi civili e a un’etica rispettosa dell’umanità e della convivenza reciproca, è in pace con se stessa, e può rimproverarsi solo il limite di non fare mai abbastanza per il bene comune, vuoi per deficienze miei caratteriali e materiali, vuoi per quelli strutturali della società. E in merito devo dire, con dispiacere, che spesso è proprio certa Chiesa a remare contro.

    • Silvia A. marzo 29, 2016 at 9:52 pm

      La religione è sempre servita soprattutto alle genti ignoranti (e non uso il termine in accezione negativa, ma secondo il suo significato puntuale). Non sono le persone colte, come si evince tu sia al solo leggerti, ad avere bisogno del sostegno di una fede che indichi anche una linea di comportamento e di sentimento dell’altro.
      Vedo tanta superficialità, sostenuta da una sfrontata ed esibita ignoranza, da cui nascono mostri anche peggiori di quelli prodotti dalle fedi nei secoli dei secoli.
      Grazie del tuo commento, e mi scuso di rispondere e pubblicarlo solo ora.
      Ciao