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Non ci sono più i cartoni animati di una volta

febbraio 25, 2016

posi_nega_2Quando hai un figlio piccolo a casa malato (quando NON hai un figlio piccolo a casa malato?), finisci anche tu nel vortice e se da un lato saltano tutte le routine – anche di igiene personale – e tu stessa ti avventuri verso l’abbrutimento totale (Sabina lo ha raccontato molto bene QUI), dall’altro l’esperienza acuisce il tuo spirito di adattamento, la capacità di riorganizzare la timing giornaliera di ora in ora, ma anche di minuto in minuto in casi estremi, e costituisce una’autentica palestra Zen.

Essenziale è dotarsi di quanto segue:

1. Santa Pazienza

2. Rassegnazione

3. Una televisione

mela_e_cartoniPer quanto io ami la “lanterna magica” già di norma, lo avevo già dichiarato, è in momenti come questi che la benedico (esattamente come la benedicevo quando quella a casa da scuola, malata sul divano ero io).

Certo, i cartoni animati non sono più quelli di una volta, avete notato?

In caso non frequentaste il genere, ve ne vado a dare un quadro esaustivo io che ormai sono esperta.

Peppa Pig

Non diremo della maialina british, sulla quale è stato scritto tutto e il contrario di tutto con l’andamento tipico delle nevrosi e delle passioni ai tempi del social:

Fase 1 – ovvero – Saltare sul carro dei vincitori

È un cartone garbato come quelli di una volta ma dal design minimal e ultramoderno, i colori li ha scelti un team di psicologi dell’età evolutiva specializzati in cromoterapia e poi lo danno anche in inglese: adoriamo!! 

Fase 2 – ovvero – Il dubbio

Cosa succederà in seconda generazione, quando maiali e pecore pretenderanno di accoppiarsi tra loro? E perchè la Signorina Coniglio fa tutti questi lavori? Non sarà un caso di sfruttamento, tanto più che è una donna? E che dire di Papà Pig, vessato da tutta la famiglia? Questo cartone incentiva le discriminazioni di genere!

Fase 3 – ovvero – La rottamazione

Peppa Pig è un cartone che racconta ai bambini come dovrebbero essere i bambini, non è autentico, non insegna niente e poi quella maialina è saccente e petulante, come abbiamo fatto a sopportarla per tutto questo tempo? Molto meglio Masha e Orso

Masha e Orso

Orso vive sereno nel bosco: ha una vita sociale tranquilla, animata da una serie di amici – tutti rigorosamente maschi -, tra cui un maiale, un coniglio stralunato e un lupo un po’ coglione. È innamorato di Orsa, un esemplare femmina della sua stessa specie per niente incline alla riproduzione della medesima. Improvvisamente irrompe nella sua vita una bambina bionda particolarmente vivace che gli scombina l’arredamento di casa, l’agenda, la cucina e soprattutto la vita sociale. La quotidianità di Orso si trasforma in una specie di incubo all’insegna dell’imprevisto ma, ciononostante, lui si trattiene dal soffocare la bambina nel sonno o dal lanciarla dalla finestra in nome di un irrazionale edincondizionato sentimento d’amore, contrario a qualsiasi logica narrativa.

Praticamente la storia di una qualsiasi madre single.

Daniel Tiger

Il popolo chiede pane? Dategli gallette di riso integrali all’acqua. Daniel Tiger è un tigrotto che parla come un giovane inedito Rag. Fantozzi, vive in un mondo popolato senza soluzione di continuità da famiglie animali e di esseri umani. Daniel gioca con il Principe Mercoledì, un umano membro di una famiglia che si fregia dei titoli nobiliari senza farli pesare a nessuno e porta con spigliatezza nomi improbabili quali “Giovedì” “Venerdì” e “Sabato”. Si potrebbe pensare che il senso della gerarchia sia quello di mettere il regno animale in rapporto di sudditanza con quello degli esseri umani, ma invece no: ci sono infatti un’insegnante umana e nera (in quota “diritti civili”) e un’amica disabile (in quota “diverse abilità”) che rimettono tutto in discussione.

Daniel Tiger è il genere di cartone che parla con i suoi piccoli spettatori, chiedendo loro le cose più stupide e che quando crede di dover insegnare loro qualcosa, tipo che se si fanno male “un adulto li può aiutare”, lo canta: 10 volte in una puntata di 10 minuti.

Daniel Tiger è il genere di cartone animato scritto da un team di psicopedagoghi e illustri teorici dell’educazione infantile che non hanno mai visto un bambino vero.

Insondabili le ragioni per le quali gli animali siano vestiti solo dalla vita in su, a differenza degli umani.

Dora l’Esploratrice 

Alla quale una volta ho dedicato un post su Facebook per esprimere tutto il fastidio che mi procura. Dora è una bambina di probabile origine ispanica (ancora i diritti civili), i cui amici più fedeli sono uno zaino, una mappa e una scimmia. Il cartone è noto (ve lo dico con Wikipedia) per il suo utilizzo costante dell’interazione con il pubblico: infrangendo la quarta parete, i personaggi del cartone animato si rivolgono direttamente allo spettatore facendo delle domande e restando anche immobili e silenziosi per diversi secondi in attesa della risposta”. Quindi, in pratica, quando non sta parlando con i suoi amici scimmia, zaino e mappa, Dora parla allegramente da sola, sbattendo gli occhioni nocciola in attesa di una risposta che spesso e volentieri non arriva e alla quale replica con una reazione standard, come da copione, qualsiasi cosa rispondano gli astanti.

Come ulteriore elemento di degrado della forma narrativa propria delle serie a cartoni animati, Dora inframezza l’italiano con parole in inglese dalla pronuncia sbilenca. Un cartone scritto da gente che non ha mai visto un bambino vero, doppiato da gente che non ha mai varcato l’arco alpino.

Paw Patrol

Le mie figlie impazziscono per questo cartone, il che fa seriamente vacillare il mio orgoglio materno. I Paw Patrol sono un gruppo di cagnolini tipo supereroi, guidati da un ragazzino troppo maturo per la sua età, che viene chiamato in aiuto da tutti gli abitanti della cittadina di Adventure Bay – un nome, un programma. I cuccioli, in assenza di organi di giustizia istituzionali, intervengono a risolvere problemi di ogni genere: dalla raccolta delle arance della fattoria cittadina, alla rimozione gentile di un pipistrello che impedisce alla campana di suonare, al salvamento della gallina da borsetta del sindaco Goodwell (sì, è proprio una “gallina da borsetta”, non volete saperne di più).

Anche qui i tormentoni si sprecano alla nausea, incluso quello della sigla che ha se non altro il merito di insegnare ai piccoli spettatori la pronuncia corretta di Paw Patrol (= pœ patròl), che i doppiatori italiani hanno arbitrariamente modificato in pàu pàtrol – gli stessi di prima, quelli che non avevano mai varcato l’arco alpino.

Curioso come George

Questo è il mio preferito (sarà che la scimmietta Curious George è un giocattolo della mia infanzia). È la storia di una scimmietta curiosa e pasticciona che guarda il mondo intorno a sé  con sguardo ingenuo e cerca soluzioni creative per problemi che crea lui stesso. Una versione pelosa di quello che farebbero i nostri figli se solo lasciassimo loro agio sufficiente per distruggerci casa.

George vive insieme all’Uomo dal Cappello Giallo (che in realtà è l’Uomo Interamente Vestito di Giallo) ed è grazie a lui se ho ricevuto una lezione del tutto esaustiva sulla stepchild adoption da parte di mia figlia di 3 anni, la quale non ha dubbi: l’Uomo di giallo vestito è il papà di George. Poco importa che l’uno sia peloso e l’altro no, che uno articoli parole compiute e l’altro mugoli, che uno porti vestiti (per quanto di discutibile gusto) e l’altro no. L’Uomo dal Cappello giallo si occupa di George, lo nutre, lo coccola, gli rimbocca le coperte, se è il caso lo redarguisce  senza mai perdere la pazienza: è senza dubbio suo padre.

La Principessa Sofia

Questa è la versione della fiaba di Cenerentola all’epoca di Harry Potter e del divorzio breve. Sofia era “una bimba qualunque fino a che la mamma si è sposata con un re“, ora è Principessa ed ha una felicissima famiglia allargata. Cosa sia stato del padre di Sofia non è dato sapere; tutto ciò che sappiamo è che è stato proprio lui a regalarle il magico amuleto. Né per altro conosciamo il destino della madre dei due neo fratellastri, tant’è che i due sovrani si fanno chiamare “mamma” e “papà” da tutti i figli e figliastri indistintamente. Il politicamente corretto permea ogni elemento della storia, a partire dall’animo candido della Principessa per arrivare alle festività, che nel regno di Incantia si chiamano Wasalia: ci si fanno regali e si accendono candele (per non far torto ad almeno due delle grandi religioni monoteistiche mondiali), nevica e si diventa tutti più buoni (con buona pace dell’emisfero australe).

Maghi e stregonerie sono di casa ad Incantia, così come lo è l’avventura e la colonna sonora è Disney. Potete biasimarmi dunque se “Meglio più grande” è la mia personale hit della settimana?

Ora non è per fare quella che “si stava meglio quando si stava peggio”, ma volete mettere Lady Oscar? E Georgie?

E Licia… ve la ricordate Licia in tutte le sue incarnazioni?

Chi insegnerà alle nostre figlie i sacrifici e le umiliazioni indispensabili per primeggiare nello sport? Chi le ispirerà a costruirsi rudimentali arnesi da ginnastica artistica con l’aiuto di un nastro di raso colorato e una bacchetta per il sushi?

Dove sono finiti Mila e Shiro, Mimì e le sue catene e Hilary?

Ma soprattutto: Toshio aveva poi capito che Creamy e Yu erano la stessa persona?

posi_nega

 

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  • Paola febbraio 26, 2016 at 12:32 pm

    Ah, come ti capisco!!! Proprio ieri, guardando la Peppa con mia figlia, ho ripensato ai miei cartoni e con saudades della televisone che fu e che non ritornerà, mi sono ricordata di Lupin e di Sampei, oltre a quelli che tu hai citato.

    • Silvia A. febbraio 29, 2016 at 10:36 am

      Si chi mi manca più di tutti in assoluto? La dolce Lovely Sara… Meno male che mi è rimasto il romanzo.
      🙂

  • Marina_damammaamamma febbraio 29, 2016 at 8:22 am

    Ciao,
    Ho scelto il tuo post per la Top of the post della settimana 🙂
    http://www.damammaamamma.net/2016/02/top-of-the-post-29-febbraio-2016.html?m=1

    • Silvia A. febbraio 29, 2016 at 10:35 am

      Grazie Marina!! :-*

  • Maria Cristina marzo 1, 2016 at 1:31 pm

    meravogliosa descrizione! Sono d’accordo su tutto! anche a me piace tanto George!!! però volevo farti una precisazione, l’amuleto a sofia, da quello che mi risulta, l’ha regalto il re. mi sa che ti sei persa le primissime puntate!:))))

  • robbyroby marzo 1, 2016 at 8:51 pm

    Vero non ci sono più i cartoni animati di una volta, anche se certe puntate erano molto tristi. Un cartone che mi ha fatto piangere è Remi e Peline Story.
    Di quelli di oggi mi piacciono i personaggi di Paw Patrol , adoro Chase,
    Della Principessa Sofia ho visto il film e mi è piaciuto.

    • Silvia A. marzo 3, 2016 at 4:57 pm

      Se ora vado a casa e dico a mia figlia che esiste il film di Sofia è la fine. Toccherà acquistarlo e dirglielo solo in seguito…

      🙂