to be a mom, web

5 motivi per detestare una mamma blogger

marzo 10, 2016

Attenzione: articolo ad alto tasso di autoironia

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Giovedì scorso stavo twittando mentre guardavo la finale di Masterchef e sono inciampata in un twit in cui una cosiddetta “influencer” invitava Alida (che poi si sarebbe qualificata seconda nella gara) a non disperarsi: in caso di mancata vittoria, avrebbe potuto darsi al blogging come alternativa alla disoccupazione.

Al netto del fatto che a fare blogging non si guadagna molto (e soprattutto si guadagna solo in presenza di sponsor), possiamo ben dire che, complice l’alto tasso di disoccupazione femminile, ormai si dedichi al blogging pressoché chiunque. Non si contano i blog nati 5 minuti dopo il primo test di gravidanza positivo che al terzo mese di presenza sul web già potevano vantare numerose collaborazioni con marchi prestigiosi.

La passione per la scrittura non è condizione indispensabile per aprire un blog e non lo è nemmeno l’idea di fare amicizie e costruire una rete (d’altra parte tutta la community si è trasferita sui social in pianta stabile ormai e sui blog non si spreca nemmeno più a commentare). Sfido l’utente FB medio a capire su quale sito stia rimbalzando nel momento in cui clicca su un link di quelli che a centinaia scorrono sulla sua bacheca ogni giorno.

Consapevole del fatto che questa offerta sovradimensionata possa irritare, mi sono prodotta in un esercizio per aiutarvi ed aiutarmi a verbalizzare i motivi  principali per cui dovreste detestare una mamma blogger (la categoria più nutrita della blogosfera, probabilmente).

1. Ogni mamma blogger tratta ogni singola tappa della maternità come fosse una scoperta sua, incurante del fatto che si procrei da milioni di anni.

2. Le mamme blogger vanno ad “eventi esclusivi” organizzati dagli sponsor e te li raccontano con l’enfasi di quella che è stata ad una festa a cui tu non sei stata invitata e non vede l’ora di vederti rosicare.

3. La mamma blogger non tollera chi rosica e quando non si prende la briga di bannare di persona il reo rosicone, manda avanti la falange armata delle followers mantenendo per se stessa l’aria della vituperata innocenza e poi commenta: “Ragazze, non dovevate …. <cuoricino><cuoricino><cuoricino>

4. La mamma blogger parla della sua vita personale e delle persone che la abitano come se vivesse sulla luna e quelle non fossero persone reali. Tu che ti riconosci nelle storie sbandierate al mondo, non hai altra possibilità che convivere col dubbio atroce di essere la “stronza del parco” di cui sta parlando senza sprecarsi in eufemismi e di cui sta criticando l’educazione che impartisce ai figli, impossibilitata a chiedere spiegazioni a viso aperto perché:

a. le daresti l’impressione (in effetti corrispondente al vero) che segui tutto quello che fotografa/posta/ scrive e insieme ad essa le regaleresti un’enorme soddisfazione.

b. lei negherebbe tutto e “ma no, figurati, tu non c’entri: ho colto un pretesto per parlare di cose più grandi, generalizzavo!” e poi scriverebbe un post sul fatto che le mamme blogger, povere tapine, siano regolarmente messe sotto accusa per quello che scrivono da conoscenti egocentriche ossessionate da loro.

5. La mamma blogger legge (come minimo gli altri blog ed in casi più estremi persino volumi di oltre 300 pagine), scrive, fotografa, cucina (e fotografa quel che cucina per poi postare la ricetta sul blog), accudisce i figli (e te ne parla diffusamente, oh se te ne parla!), gestisce la casa, lavora, fa lavoretti di riciclo creativo, coltiva relazioni con altre mamme (di cui riferisce senza parlarne direttamente e…si veda il punto 4), aggiorna bacheche Pinterest, rinnova la casa, fa shopping per sé e per i figli e ha una relazione felice col marito (almeno a giudicare da Instagram e dal suo sorriso pret a porter). E tu che fai fatica a mettere insieme il pranzo con la cena e tre volte la settimana scongeli bastoncini e, dopo una lotta strenua per mettere a nanna un solo figlio, ti addormenti sul divano alle 21 coi piatti ancora da lavare e la spazzatura che grida vendetta, sbavando sul cuscino (sempre lo stesso) comprato nel 1998 quando eri ancora single.

Quello che serve alla mamma blogger è un lavoro vero, di quelli con cui si pagano le bollette.

Tu invece dovresti spegnere il wi-fi e staccare il naso dal cellulare per un po’.

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