to be a citizen, to be a mom

Mamme VS Mamme

aprile 4, 2016

C’è un equivoco in cui stiamo cadendo un po’ tutte e così finisce a farsi la guerra tra noi, invece di lavorare al comune interesse.

Se una donna dice: “sono tornata al lavoro dopo un mese“, le mamme “chiocce” la contestano armate di trattati di pedagogia in cui si difende l’importanza della presenza anche fisica della madre e dell’allattamento al seno.

Come se il lavoro ripreso in tempi brevi costituisse, di per sé, la negazione di tutto questo.

Non lo è per tutte: potrebbe non esserlo per nessuna.

mammeVSmamme

RF image – fonte: Pixabay

Il lavoro non vuole dire per forza prigionia: 8 ore in ufficio, magari a un’ora di strada da casa, magari con pausa pranzo forzata di 2 ore. Cominciamo a parlare di questo, sarebbe più utile che contestarsi a vicenda facendo a gara alla “madre dell’anno”: il lavoro può essere pensato in un altro modo. Esistono esempi virtuosi a tutte le latitudini: guardiamoli, prendiamo appunti e impariamo come si fa.
Pretendiamo che sia così, se non per noi, per le nostre figlie quando ci arriveranno.

Se il lavoro non fosse pensato per uomini con la moglie a casa ad occuparsi del resto, la scelta delle donne non sarebbe obbligata, le categorie non avrebbero più senso e finalmente saremmo davvero uguali agli uomini, libere come loro: dai pregiudizi, dalle lotte intra genere e tra generi.

Saremmo madri più felici, più soddisfatte, più ricche. Potremmo dare più possibilità ai nostri figli, potremmo darne a noi stesse. Potremmo persino dare una spinta al Paese, ma non pensiamo al Paese, pensiamo a noi.

Si può lavorare per obiettivi, si può sfruttare la tecnologia per essere presenti, e non semplicemente “fisicamente lì”.

Si possono adeguare i tempi del lavoro ai tempi della vita, invece che viceversa.

Si può rinunciare alla mistica del ruolo della Madre e avere in cambio quote di vita civile attiva.

Possiamo avere anche noi parte al Potere.

Possiamo sedere ai tavoli dove si decide, in modo che le decisioni siano fatte anche a nostra immagine e somiglianza.

Possiamo cedere il 50% del nostro ruolo genitoriale a colui che ha procreato insieme a noi, se c’è. E sticazzi “la mamma è sempre la mamma“.

Possiamo pretendere aiuto da chi ci è prossimo e assistenza adeguata dalle istituzioni.

Possiamo fare presente al mondo che un tempo siamo stati tutti bambini, per questo ogni bambino ci riguarda direttamente, a qualsiasi latitudine, in qualsiasi contesto sociale.

Possiamo restituire ai bambini il diritto a spazi a loro commisurati e rispetto per il loro modo di essere: chiassoso, irrazionale e di enorme ispirazione per chi ormai è adulto.

Possiamo togliere un po’ di misticismo anche alla nostra idea distante del “bambino”. Possiamo guardarli come i piccoli esseri umani che sono, piuttosto che come Budda intoccabili. Possiamo lasciare che si sporchino le mani e tutto il resto, che si rendano indipendenti e che se la sbrighino da soli – saranno adulti più capaci e più felici.

Certo, è una rivoluzione.

Quindi la vera domanda è:

Siamo disposte a fare la rivoluzione, o vogliamo solo litigare da dietro una tastiera e subire ad oltranza lo status quo?

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  • laura aprile 4, 2016 at 8:16 pm

    BRAVA!!!!! la penso esattamente così anche io. Ho 2 figli per i quali ho avuto il privilegio di poter scegliere il tempo di stacco dal lavoro per maternità. Credo che ogni storia e ogni figlio sia una storia a sè e che noi donne dovremmo piantarla di giocare a fare la prima della classe sempre e comunque per dedicarci ad obiettivi comuni.
    Quando troviamo progetti comuni siamo imbattibili infatti con le ns amiche siamo fortissime e determinate
    Dovremmo imparare a focalizzare le ns energie su obiettivi che ci coinvolgono visceralmente come il tema della maternità. In giro per il mondo ci sono molto esempi verso cui tendere e, a ben vedere, altrettanti se non di più da cui prendere le distanze.
    grazie per l’intelligenza e la grazia che metti in ogni tuo post.
    Laura

    • Silvia A. aprile 11, 2016 at 8:39 pm

      Grazie a te Laura, del tuo commento bellissimo. Hai proprio ragione: quando ci mettiamo insieme, tra amiche vere, con un obiettivo comune, siamo imbattibili. Credo davvero che in parte sia “solo” colpa del sistema in cui siamo inserite, che ci somiglia così poco. Siamo bravissime ad imparare dai maestri e replicare più e meglio di loro, il problema dunque sono i “cattivi maestri”. C’è speranza, io credo. Basta non abbattersi come invece capita spesso perchè oggettivamente il nostro cammino è in salita.
      Un abbraccio!
      Silvia

  • veroveromamma aprile 5, 2016 at 10:05 am

    credo che ogni madre sa quelloche è giusto per se e per i propri figli …… chi si mettte in cattedra a giudicare i comportamenti altrui nno lo capisco..
    si può raccontare la prorpia esperienza ma ognunadi noi è diversa…..
    siamo mamme punto
    veronica

  • Sofia luglio 6, 2016 at 9:50 am

    bellissime parole, sono proprio d’accordo con te!

    • Silvia A. luglio 12, 2016 at 9:27 am

      Grazie Sofia!
      🙂