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La fiducia nel prossimo e la metafora del cesso

settembre 6, 2016

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Quando viaggi coi bambini, uno degli aspetti pratici più problematici è rappresentato dal dover affrontare regolarmente i bagni pubblici, quelli dove tua figlia piccola è troppo piccola per fare la pipì in piedi, col sedere proteso e sospeso a pochi centimetri dalla tavoletta, ma è troppo grande perché tu riesca a tenerla sospesa a distanza di sicurezza dalla bomba batteriologica poco al di sotto delle sue terga.

Ci sono due categorie di genitori: quelli che optano per un passaggio di carta igienica sulla tavoletta, che pulisce più che altro la coscienza (fateci caso: i papà tendono ad appartenere a questa categoria), e quelli che “piuttosto un’ernia ma tu lì non ti ci siedi” (quella a cui appartengo io).

L’anno scorso eravamo in vacanza a Barcellona, più o meno di questi tempi, e mi è capitato di notare che i bagni fossero tendenzialmente più puliti che da noi: non ti capitavano di frequente tavolette punteggiate di urina secca, né tantomeno quelle maleodoranti pozze giusto ai piedi del wc. Ci ho fatto talmente caso, da arrivare ad una conclusione che mi si è confermata anche quest’anno, sempre nella penisola iberica, ma questa volta a Lisbona, dove ho trovato senza difficoltà bagni puliti in cui non avevo remore a far sedere le mie figlie (le quali sembravano avvertire lo stimolo di fare la cacca solo ed esclusivamente fuori casa, tra l’altro).

Secondo me i bagni lì sono puliti perché la gente, semplicemente, ci si siede.

Non so perché da queste parti i cessi siano così tanto cessi, e cercare di capire se sia nata prima l’idea di non sedersi o la pozza ai piedi del wc può apparire complesso quanto risolvere il mistero se sia nato prima l’uovo o la gallina.

Ma se è vero che la gente da queste parti non si vaccina più volentieri – non fidandosi delle case farmaceutiche -, che non vota più i politici di professione – fidandosi più di buon grado dei parvenue che con la politica non hanno mai avuto a che fare-, se è vero che la gente non si fida più della medicina cosiddetta ufficiale – arrivando a scegliere terapie mortifere, piuttosto che quelle in uso –  e che non ha più fiducia nella scuola al punto da prendersela con gli insegnanti, invece che con i propri figli, quando arrivano brutti voti o punizioni per condotte non proprio esemplari, allora forse si può concludere, con un certo margine di sicurezza, che sia nato per primo l’uso di non sedersi sui water pubblici, non fidandosi per principio dell’ignoto avventore che prima di noi potrebbe essersi seduto su quel cesso, lasciandovi frammenti di pelle morta, peli e chissà che collezione di batteri.

E così la gente ha cominciato a fare la pipì in sospensione, schizzando la tavoletta e producendo pozze sul pavimento, che altro non fanno che alimentare il disgusto, a quel punto giustificato, nell’avventore successivo di quel bagno, che pure la farà in piedi, imprecando, col naso tappato e la vena pure, e uscirà sibilando tra i denti e finendo per credere che “la gente fa schifo” e lo insegnerà ai suoi figli, e ai figli dei suoi figli e così via.

I cessi puliti sono una questione di fiducia: se i cessi fanno schifo, così come il mondo – forse – è perché siamo sempre meno inclini ad avere fiducia nei nostri simili.

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2 Comments

  • Reply Mammagisella settembre 8, 2016 at 11:33 am

    Quanta verità in quello che dici. Lo penso anche io, è proprio una questione di fiducia reciproca che, ahimè, manca proprio…

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