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Di Bellezza in Bellezza (and the winner is…)

marzo 3, 2014

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Ricapitolando: abbiamo un presidente del consiglio ad-honorem giovane, grande oratore, smisuratamente ambizioso e di un ottimismo sincero non saprei, certamente un po’ naif.
All’opposizione ci sono due settantenni con la sindrome del maschio alfa: un Dorian Gray imbolsito ed un affabulatore con un senso dell’umorismo piuttosto cinico. Entrambi carenti in etica e buone maniere.

Abbiamo un popolo spaccato in due: disilluso e nichilista, oppure indifferente e giulivo (che si definirebbe altrettanto nichilista, se solo conoscesse il significato del termine), strozzato da un fisco medievale, vessato da una logistica complicatissima e da una burocrazia cinica e idiota.
Roba che il regno di Nottingham, a confronto, sembra un paradiso fiscale.

Ci vorrebbe almeno un po’ di Bellezza, quella di cui notoriamente questa penisola frivola è ricca, e che giace immobile, coperta da strati di polvere e macerie e non si riesce più a vedere.

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Onestamente me ne andrei lontano da qui un giorno sì e uno no.

I giorni sì penso a ciò che mi mancherebbe: mi mancherebbero le cose da mangiare, i supermercati straripanti di cose buone, quella propensione naturale al buono ed ai piaceri della vita che abbiamo da queste parti.
Mi mancherebbero i bar che profumano di brioche e cappuccino la mattina e quei baristi che ti chiamano “Tesoro” o “Amore” o “Gioia”, con odioso vezzo cui si sentono autorizzati perchè ti vedono ogni mattina passare di lì e per questo non ti considerano un’estranea (forse mi mancherebbe anche il cinese, che mesi fa ha deciso improvvisamente di ribattezzarmi “Chiara” ed io non ho ancora avuto il coraggio di dirgli che non mi chiamo così, per non umiliarlo nel suo goffo tentativo di essere amichevole).
Mi mancherebbe l’Italiano (nel senso della lingua), e mi mancherebbe la pianura con i suoi filari di cipressi e l’orizzonte lontano.
Mi mancherebbero il mare e le Alpi, così vicini che le seconde le puoi persino vedere, nelle giornate terse.

I giorni no sono quelli in cui non ho voglia di scavare e mi armerei volentieri di una vanga, di un badile, con cui finire di seppellire tutto così che sparisca definitivamente dalla vista: perchè tanta Bellezza sprecata, tanto talento buttato via, fanno troppo male agli occhi ed al cuore. Meglio far finta che non siano mai esistiti.

 

E’ tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore: il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.

 

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