life in pictures

Home sweet home

luglio 29, 2013

Siamo a casa.
Quattro settimane sono volate via e ci hanno riportate qui, a casa, in una Milano infuocata. E non è un modo di dire: ieri c’erano 40 gradi.
Siamo state al solito mare (altre foto le trovate qui e qui), un posto che ci appassiona ormai da tre anni ma in cui abbiamo preso casa (in affitto eh…) solo quest’anno.

Gli anni scorsi prendevamo una stanza in un albergo per famiglie, con tutte le comodità e pranzo e cena a buffet che ti regalavano due chili la settimana come niente (insieme a grandi soddisfazioni, sia ben inteso).

Ma io non sono da albergo. Certo non lo disdegno, ma la vacanza al mare per me è in casa.
Sarà che per una manciata di giorni ti puoi reinventare una routine in un posto di mare e fingere che sia casa tua (e chi non ha desiderato di vivere al mare, almeno una volta nella vita?).
Sarà che ti appropri meglio di un luogo quando devi preoccuparti di comprare il latte tutti i giorni, fare la raccolta differenziata, e stendere il bucato, che in villeggiatura amo vestire di un odore tutto nuovo, chissà perchè, io che, quando mi appassiono ad una fragranza, son capace di rimanere fedele allo stesso detersivo per anni.

L’ingresso in una casa nuova tuttavia, non è da “amore a prima vista”. Quello si consuma nello spazio di una visita con l’agenzia, o sul sito degli annunci. La vedi, ti piace, te la puoi permettere, ed è subito fantasia.
Quando poi ne prendi possesso di quella casa, devi fare i conti con nuovi odori, nuove consistenze di materassi, nuove macchiette di muffa nella doccia, le magagne di una casa che vede sfilare inquilini alla velocità con cui la madre di George Clooney vede sfilare possibili nuore.
Non è facile. Hai passato due giorni a lavare, stirare, impacchettare, organizzare: vorresti entrare nello spirito della vacanza sentendoti a tuo agio fin dal primo istante. Invece ti scopri a fare i conti con il puzzo di pipì di gatto nel cortile, una vaschetta del frigo rotta che non regge le bottiglie, il fornello che non si accente e tu non hai un accendino. Vorresti rilavare tutte le lenzuola in dotazione ma sai che non asciugherebbero in tempo per la notte, allora abdichi alle tue manie igieniste e ti abbarbichi su una federa che hai portato da casa, che almeno sai di appoggiare le gote sul tuo odore di bucato di sempre.

Poi, passate le stanchezze del primo giorno, venuta a capo delle magagne della casa e soprattutto, decisa a lasciare la Stepford Wife che è in te a casa (dove speri che appassisca come le piante grasse che da mesi non guardi e non annaffi), te ne freghi, e cominci a concentrarti sulla routine: quella che ti porterà al mare di buonora la mattina, a casa per la siesta a mezzodì e fuori per una passeggiata a sera, o mezza-sera.

Non so dire quando succeda esattamente, ma ad un certo punto la casa diventa familiare.
Non mi è chiaro se sia lei a prendere i tuoi odori e se sia tu ad assuefarti ai suoi, ma succede naturalmente e tu ti senti a casa.
Ed è una sensazione bellissima da vivere in un posto che non è, in effetti, casa tua perchè assume la dimensione dell’avventura, delle vite possibili.

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Questa fase, nel mio personale caso di ossessivo-compulsiva di ordine ed organizzazione quale mi sono scoperta essere nella versione adulta di me stessa, ha incluso anche una sessione di grandi pulizie che hanno tolto di mezzo qualche alone di vecchie presenze che non mi lasciava serena, nonostante tutto.
L’ombra di una colata di qualcosa che assomigliava a sugo di pomodoro su un’antina della cucina. I cuscini del divano, il copriletto della camera matrimoniale e il copridivano che finalmente profumavano di muschio bianco come il resto della mia biancheria.
Una spazzata del pavimento del cortile con la complicita di un acquazzone estivo che, fra le altre cose, ha rimosso piumini ed altri inquietanti segni di quella che credo sia stata una mattanza notturna ad opera del gatto dei vicini (lo stesso che ci ha fatto trovare il puzzo di urina felina ad accoglierci).

Al momento di andarsene la casa è ormai tua. Ti ci sei affezionata: ha accolto le tue abitudini e le tue idiosincrasie, ti ha visto fare tardi nel cazzeggio serale dietro ad un libro o alla time-line di twitter, e ti ha visto svegliarti la mattina, offrendoti uno scenario piacevole in cui ambientare le tue colazioni, le tue cene e i tuoi pranzi: una meravigliosa vista sul mare.

Ogni volta che lascio una casa-vacanze mi rassicuro pensando che tanto ci tornerò, e anche non dovesse poi accadere davvero, quel pensiero mi tranquillizza perchè mi fa pensare che ritroverò, prima o poi, quel po’ di me che ho lasciato lì.

Esco di casa per ultima, e prima di farlo passo in rassegna ogni anta ed ogni cassetto. Scandaglio i letti uno a uno, sopra e sotto e dentro le lenzuola per essere sicura di non avere dimenticato niente.
Alla casa ho regalato un pezzo di spirito che vi aleggerà ad accogliere i nuovi inquilini, complice, chessò, una macchia che non so neanche di avere lasciato; ma le mie cose, quelle voglio assicurarmi di portarle tutte a casa con me, la casa quella vera, questa qui.

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  • Simo luglio 30, 2013 at 8:26 am

    Capisco la sensazione di essere un po’ a casa…se potessi anche io sceglierei sempre un appartamentino non sono di quelle che se non è albergo servita e riverita non è vacanza.

    • mammaduepuntozero luglio 30, 2013 at 8:35 am

      Decisamente anche io! E poi in vacanza anche il ménage domestico lo prendi con un’ altra filosofia…vero?

  • emmanuelecon2m luglio 30, 2013 at 9:06 am

    Al mare in casa… Tutta la vita!

    • mammaduepuntozero luglio 30, 2013 at 9:12 am

      Tu poi naturalmente sei un papà di quelli che aiuta,no?
      È che ci vorrà a lavare due piatti. È poi cucinare è divertente!
      😀

      Ho scoperto il tuo blog oggi! 😉

      • emmanuelecon2m luglio 30, 2013 at 9:17 am

        Ti stupirò: io sono un papà di quelli che la mamma mi aiuta, ogni tanto… 🙂
        Però non dirlo troppo in giro…

        • mammaduepuntozero luglio 30, 2013 at 1:23 pm

          Allora esistono!!! 😉
          Un applauso, allora sono già tua fan!

  • Simo luglio 30, 2013 at 9:20 am

    Decisamente…

  • Patatofriendly settembre 24, 2013 at 10:32 am

    Anche io cerco sempre di “creare” casa e.. Mi innamoro delle case dove trascorro qualche giorno sereno di vacanza!
    Grazie per la tua cartolina!!:)

    • Silvia A. settembre 24, 2013 at 10:40 am

      Grazie a voi della bella iniziativa scalda-autunno!
      🙂

  • Blog Story: life in pictures | meduepuntozero luglio 22, 2014 at 9:31 pm

    […] Per esempio quando vi ho raccontato il nostro Mare in Inverno e poi lo stesso mare in versione estiva, in una casa presa in affitto. […]