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Pazienza

settembre 5, 2013

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Sono tornata dalle vacanze, senza avere mai avuto un solo giorno di ferie.

Sono certa che tutte le madri all’ascolto coglieranno al volo il senso di questa apparente contraddizione in termini. Non so i padri.
Molti di questi ultimi, soli in città, saranno persino convinti di essere stati la metà della coppia a passarsela peggio, miseri e tapini a morire di solitudine e di caldo.
Non ne hanno idea.

Ora ci aspettano la routine ordinaria e straordinaria del rientro: l’inserimento alla scuola materna per la Dodo, l’inserimento all’asilo nido per Cece (ribattezzata Cecia, dalla Dodo negli ultimi giorni e con questo fanno 6 soprannomi in 9 mesi), trovare una baby sitter, far fronte ai malanni stagionali, fare il cambio dell’armadio, lavare i passeggini, attaccare le tende che abbiamo staccato e lavato due mesi fa.

L’ho già detto che fare la mamma è faticoso?
Sì?

e dovessi incontrare il genio della lampada in questo momento, o anche dovessi vedere la Madonna in un delirio causato dalla privazione del sonno, al momento chiederei nient’altro che PAZIENZA.

La pazienza, ho scoperto di recente, è il viatico per la serenità.

Quando ti sale il sangue al cervello e sei pronta a sbottare in uno dei tuoi tipici urlacci (contro mamma, marito, figlia, amica, cane, capo, impiegato delle poste), trattieni il respiro, perchè dopo soli cinque minuti le cose ti appariranno diverse.
Quando tua figlia ti fa la duecentocinquantesima domanda della giornata, respira, e trova il tono giusto per darle la risposta che preferisci, anche stupida va bene.
Quando la tua amica ti bidona per la terza volta in tre giorni, pensa che non c’è fretta. Se siete davvero amiche, ci sarà il tempo di parlare e di vedersi, prima o poi. E se non ci sarà, saprai che non eravate poi così amiche. E non sono cose che si possono decidere sull’onda dello scazzo per un bidone.
Quando tua figlia non prende sonno e tu entri ed esci dalla sua camera per la decima volta in due ore, sperando che sia quella definitiva e non la è mai, se mantieni la calma, sei già un passo avanti alla te che ha perso la pazienza e ha solo ottenuto di trasferirle la tua irrequietezza.

Serve pazienza per portare avanti una relazione, per crescere i figli, per cucinare, per ricamare, per mettere in ordine, per relazionarsi con i capi e coi colleghi di lavoro e per fare asciugare lo smalto sulle unghie.

In attesa del Genio della Lampada, mi produrrò dunque in un proposito per il futuro prossimo e venturo: avere più pazienza.

Quel tipo di pazienza che arma le mani di questi pescatori di Grado, per esempio, che dopo una notte passata ad aspettare i pesci sulla barca, passano ore a sbrogliare le reti, da cui estraggono oggi sogliole, domani occhiate, dopodomani seppie e dopodopodomani chi lo sa.

E’ questione di saper aspettare, di avere pazienza.

E ogni tanto, se sai aspettare senza aspettarti niente di preciso, ti capita una sorpresa: magari di trovare, imbrigliati nella rete, un cavalluccio o una stella marina.

Esseri che son lì dalla preistoria e ci guardano estinguerci rapidamente, vittime dello stress e di quella stessa velocità che confondiamo con la vita.

PS: Ben ritrovati!
Spero di essere più assidua perchè il gusto che mi dà lo scambio con voialtri non so iniziare a spiegarvelo…

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  • squa settembre 5, 2013 at 6:26 am

    Bentornata! Buon inizio

  • Simo settembre 9, 2013 at 12:18 pm

    Ci vuole pazienza…a settembre/ottobre sarò a Milano per lavoro e la piccola con me…ci vuole pazienza.

    • Silvia A. settembre 9, 2013 at 11:04 pm

      Ma se vieni a Milano incontriamoci!!
      😀

      Quindi stai lavorando? hai ricominciato?

  • emmanuelecon2m settembre 10, 2013 at 3:37 pm

    Pazienza si, ma ogni tanto è bene anche sfogarsi, altrimenti “si scoppia”…! Bentornata

    • Silvia A. settembre 10, 2013 at 9:55 pm

      Ma infatti! Sfogarsi è la parola chiave…
      🙂
      Ben ritrovato a te!

  • Mamma avvocato settembre 13, 2013 at 2:49 pm

    Sei stata a Grado???Li ho passato per tanti anni una settimana ogni estate, li vivono i miei cugini adorati, li, per me, c’è il mare per eccellenza!!!
    Detto questo, mi piace molto il tuo elogio della pazienza…dovrei prendere esempio e ci provo ma è una virtù che mi è sempre mancata, ahimè!!!

    • Silvia A. settembre 18, 2013 at 8:55 pm

      Si!! Grado è stata l’ultima tappa del nostro viaggio ad Aprile!
      Abbiamo passato lì una serata (e abbiamo mangiato bene, anche se nel ristorante più caro della città, ma non lo sapevamo. Sigh), e una bellissima giornata sulla spiaggia. Era troppo fresco ancora per fare il bagno ma la Dodo si è divertita un sacco a giocare sulla sabbia!

      🙂
      La cosa che mi è piaciuta di più però, forse si è capito, è stato il molo dei pescatori!

  • Blog Story: life in pictures | meduepuntozero luglio 22, 2014 at 9:31 pm

    […] in questo elogio alla pazienza, che non è mai […]