storytelling, to be a mom

Se fosse un film

luglio 3, 2014

Ogni famiglia è un mondo a sè, che si vive un film tutto suo.

Il regista c’è sempre, ma se è bravo non si vede ed è difficile stanarlo.
Oltre a dirigere recita sempre anche nel film: a volte è un protagonista, a volte un comprimario, a volte persino un personaggio minore.
Spesso i registi sono due.

A volte i bambini sono al centro del film, protagonisti assoluti.
A volte ce n’è solo uno e lì è difficilissimo, perchè è un attimo che si trasformi in una star capricciosa e insopportabile.
Il regista fa molta più fatica quand’è così: le prime donne sono notoriamente ingestibili e proverbialmente capricciose, e quando si tratta di cedere il passo e concedere anche ai comprimari (i genitori) un piccolo posto al sole, non ne vogliono sapere.

A volte invece i protagonisti assoluti sono i genitori e i bambini si muovono nell’ombra. Fanno brevi apparizioni, spesso impallati, e hanno pochissime battute.
Non sono mai al centro di uno snodo importante della storia, non ne determinano il corso e anzi la subiscono un po’.

I film che preferisco sono quelli in cui bambini e genitori sono tutti comprimari e sullo stesso piano.
Le loro vicende personali hanno un identico peso specifico nella storia: sanno condizionarne gli snodi, sanno darle quei guizzi inaspettati che la rendono interessante. In alcune scene giganteggiano i piccoli, e i genitori sono lì solo a fare da spalla; a volte si impongono i grandi e le risate dei bambini fanno da sottofondo.
I dialoghi in questo genere di film sono sempre bellissimi.

I film che preferisco sono girati a quattro mani e sono ricchissimi di personaggi. I nonni, gli zii, i cugini e poi gli amici: un sacco di amici.
Tipicamente gli zii dal secondo grado in poi (ma spesso anche quelli di primo) sono interpretati da un bravo caratterista, quelli che pur avendo poche battute non le buttano via: il loro passaggio sulla scena, se anche non porta avanti la storia, la colora e lascia sempre una traccia dietro di sè.

I nonni hanno un ruolo fondamentale che deve essere interpretato con equilibrio e generosità. L’ideale per un ruolo del genere è qualcuno che abbia goduto a suo tempo delle luci della ribalta, che se ne sia saziato e che ora abbia la serenità necessaria per essere generoso e dare il massimo senza ricevere gli applausi per primo. O forse senza riceverli mai.

I cugini, nei film che preferisco, hanno un ruolo fondamentale seppur secondario. Vanno un po’ seguiti ed indirizzati, spesso sono molto giovani, ma grazie a loro si possono costruire dei bei tableaux, di quelli in cui la fotografia trionfa e che danno respiro alla storia e arricchiscono il film.

I film che preferisco sono poveri di comparse: costano un sacco, sono difficili da gestire e creano per lo più bailamme.
Nei film che preferisco non ci sono scene di massa, a parte qualche sporadico matrimonio, e per quelli bastano gli amici. Che non siano tanti però: fondamentale in questo senso avere un ottimo casting director, che capisca al volo chi ha davanti e sappia subito cosa di buono ci può tirare fuori.

Se la mia vita fosse un film sarebbe quasi perfetta, solo non mi è ancora ben chiaro chi sia il regista. A volte penso di essere io, a volte mi rendo conto che non mi alzerei dal letto senza quel perentorio “Azione!” che arriva da dietro la macchina da presa, nascosta chissà dove.

Sospetto quindi che lo stiamo dirigendo almeno in due.

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  • Cherry tree luglio 4, 2014 at 2:07 pm

    Molto carino il paragone! condivido molti punti tra l’altro.

    • Silvia A. luglio 7, 2014 at 6:27 pm

      🙂 grazie!

  • Mamma Avvocato luglio 7, 2014 at 3:12 pm

    Bella idea!In questo periodo, nella mia vita e nella nostra famiglia il regista ha mille mani ma è decisamente esterno e ci fa girare come pazzi in scene caotiche…

    • Silvia A. luglio 7, 2014 at 6:28 pm

      Allora deve avere studiato alla stessa scuola del mio… 😀