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Il fraintendimento sui costi della libera professione e la teoria del rotolo di scottex

ottobre 12, 2018

Il libero professionista (o freelance) è uno che si fa i cazzi suoi: si arrangia con tutte quelle cose burocratiche che ai dipendenti vengono da sé e, quando il progetto è finito, ti fa la grazia di sparire dal tuo libro paga.
Se lo contatti per un progetto, il libero professionista ti fa un preventivo che include anche e soprattutto quanta testa ci deve mettere, in quel progetto, quante saranno presumibilmente le telefonate che gli arriveranno, quante le mail, per quanti mesi avrà la RAM (sia del computer che del cervello) occupata dalle questioni che lo riguardano e, ultimo ma non meno importante, quante idee ci dovrà buttare dentro.

Spesso la richiesta iniziale è altissima da parte del cliente.
Quasi sempre poi, di fronte al preventivo, si rende conto:

«No ma non ci siamo capiti… mica sarai impegnato tutto il tempo, mica dovrai fare così tante cose. Abbiamo anche i nostri interni: tu devi solo integrare qui, sopperire là. Non sto mica dicendo che il tuo preventivo è alto, è che non ci serve proprio TUTTA la tua professionalità. Ce ne serve solo un po’…».

Mica mi serve tutto il rotolo: due strappi, tre al massimo.

Da un rotolo di scottex non puoi strappare il primo pezzo, poi saltarne sei e strapparne un altro, e poi saltarne 4 e prenderne un altro ancora: in questo modo avresti comunque usato tutto il rotolo, o gran parte di esso.

Due o tre strappi costano ovviamente meno che tutto il rotolo: basta che siano contigui.

rotolo di scottex

In foto, quattro esemplari di libero professionista appena prima di emettere fattura

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